La crisi interna delPartito LaburistanelRegno Unitoentra in una fase decisiva.Wes Streeting, ministro della Sanità e figura di punta dell’ala moderata del Labour, ha annunciato ledimissioni dal governo di Keir Starmer,lanciando di fatto la primasfidaufficiale alla leadership del premier.
La mossa arriva dopo la pesantesconfittadel Labour alleelezioni amministrative e regionali del 7 maggio, che ha aperto un duro confronto interno sulla direzione politica del partito.
Leggi Anche
La lettera contro Starmer
In una lunga lettera aperta indirizzata a Starmer, Streeting ha spiegato diaver “perso fiducia”nella leadership del primo ministro, definendo “disonorevole” restare nell’esecutivo nelle attuali condizioni. “È ormai chiaro che non guiderai il Partito Laburista alle prossime elezioni generali”, scrive il ministro dimissionario, sostenendo che parlamentari e sindacati chiedono ormai “una battaglia di idee”sul futuro del partitoe non semplici scontri tra correnti.
Streeting invita quindi Starmer a favorire unatransizione ordinata verso una nuova leadership, aprendo a una competizione interna “con la migliore rosa possibile di candidati”.Pur senza formalizzare apertamente la propria candidatura, il ministrolascia intendere di essere pronto a correre per la guida del Labour.
I numeri della sfida interna al Regno Unito
Secondo diversi media britannici, Streeting avrebbe già raccolto ilsostegno necessarioper mettere in discussione la leadership di Starmer. Le regole del partito prevedono infatti l’appoggio di almeno 81 deputati laburisti, pari al 20% del gruppo parlamentare, per avviare una contestazione formale.
Downing Street, tuttavia, continua aescludere dimissioni volontarie del premier.Lo staff di Starmer ribadisce che il leader laburista intende restare al suo posto e affrontare eventuali sfide interne. Nel frattempo, però, cresce ilmalcontentodentro il partito: quattro ministri minori si sono già dimessi e numerosi parlamentari chiedono uncambio di rottadopo i risultati elettorali giudicati disastrosi.
Streeting rivendica i risultati sulla sanità
Poche ore prima delle dimissioni, Streeting avevadifeso il lavoro svolto al ministero della Sanità, sostenendo che il piano del governo per il servizio sanitario nazionale britannico,l’Nhs, stesse producendo risultati concreti.
Il ministro ha parlato del “più forte calo delle liste d’attesa degli ultimi 17 anni”su base mensile, anche se diversi osservatori e il quotidiano Guardian hanno contestato lapiena corrispondenza dei dati con le statistiche ufficiali di Nhs England.
Rayner e Burnham tra i possibili successori
La crisi di leadership ha riacceso anche leambizionidi altre figure di primo piano del Labour. Tra queste c’èAngela Rayner, ex vicepremier e volto storico della sinistra laburista, che nelle ultime ore è stata scagionata dalle autorità fiscali britanniche dalle accuse di illecito legate a una vicenda immobiliare. Rayner ha evitato di chiedere apertamente le dimissioni di Starmer, ma ha ammesso che “quello che stiamo facendo non funziona e deve cambiare”.
Resta inoltre sullo sfondo il nome diAndy Burnham, popolare sindaco di Manchester, considerato da molti attivisti una possibile figura disintesi. Al momento però Burnham non può candidarsi alla leadership perché non siede nel Parlamento di Westminster. Secondo alcuni osservatori, il riferimento di Streeting alla necessità di avere “la migliore rosa possibile di candidati” sarebbe proprio un segnale di apertura verso una futura candidatura di Burnham.
Un partito sotto pressione
Il Labour sta vivendo uno dei momenti più delicati dallavittoria elettorale del 2024, che aveva posto fine a 14 anni di governo conservatore. Le recenti amministrative hanno segnato un duro arretramento del partito: il Labour ha perso per la prima volta il controllo del Parlamento gallese, non è riuscito a recuperare terreno in Scozia e ha visto crescere il consenso sia della destra populista di Reform UK sia dei Verdi e della sinistra radicale.
Nel tentativo di contenere la crisi, la ministra delle FinanzeRachel Reevesha invitato i colleghi aevitare “caos politico”e nuove tensioni che potrebbero danneggiare l’economia britannica. Ma il fronte interno appare ormai apertamente in movimento e la leadership di Keir Starmer, fino a poche settimane fa considerata solida, sembra oggi seriamente in discussione.
© Riproduzione riservata












