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Regno Unito, Starmer verso le dimissioni

Fine settimana cruciale per il primo ministro britannico che starebbe valutando e riflettendo sulle nuove "realtà politiche" venutesi a creare nel Paese. Sul piatto della bilancia pesa il rivale Burnham che potrebbe sfilargli la guida del Labour e del governo. Per la stampa britannica, le dimissioni di Starmer potrebbero arrivare già domani

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Dimissioni chiamano Keir Starmer. Un weekend teso per il primo ministro britannico che, secondo l’Observor, potrebbe dimettersi già da domani. Dalle voci che si rincorrono per i corridoi dei palazzi del potere londinese, Starmer si sentirebbe tradito dall’ex sindaco di ManchesterAndy Burnham, che vorrebbe prendere il suo posto a Downing Street.

Il possibile rivale ha infatti vinto a valanga il voto suppletivo per il seggio di Makerfield alla Camera dei Comuni. Nella sua veste di deputato, ora può ufficialmente aprire la sfida per la guida del governo. Burnham, fin dalla prima dichiarazione dopo il trionfo alle urne, ha affermato che la politica britannica non funziona e il Paese non è dove dovrebbe essere”parlando di “una svolta” e allo stesso tempo di “un’ultima chance per un cambiamento” del suo partito prima che sia troppo tardi.

Burnham questo fine settimanasta ha comunque tenuto un profilo basso, proprio in attesa delle decisioni di Starmer. Il popolarissimo neo-eletto deputato ha fatto sapere di non volere una guerra interna al partito e preferirebbe un passaggio delle consegne pacifico e indolore, anche se ha già dalla sua parte gli 81 deputati necessari per far scattare la sfida.

Ma il leader laburista non molla e come diffondono i suoi fedelissimi “combatterà fino all’ultimo sangue. Abbiamo già 100mila sterline di budget per la campagna delle primarie. Vinceremo“. Uno scenario di cui sarebbe convinto anche lo stesso Keir, specialmente dopo una recente intervista di Burnham alla Bbc su economia e politica estera che avrebbe lasciato a desiderare.

Anche se sono sempre di più gli esponenti laburisti di prima linea che chiedono al premier britannico di dimettersi. Tra gli ultimi, la ministra degli Esteri, Yvette Cooper. Intanto, il ministro delle Attività produttive, Peter Kule, considerato un fedelissimo di Starmer, fa sapere che questo ultimostarebbe riflettendo sulle nuove “realtà politiche” venutesi a creare nel Paese. Pesa per l’appunto anche l’ascesa del rivale Burnham come possibile nuovo leader del partito.

Secondo Sky News, la titolare della diplomazia avrebbe fatto arrivare il suo messaggio, in maniera riservata, al leader del Labour, che sta trascorrendo il fine settimana a Chequers, la remota e bucolica residenza di campagna dei primi ministri in Buckinghamshire, con la moglie e i figli. Stando ad altre notizie di stampa, anche Ed Miliband, Shabana Mahmood e Heidi Alexander, rispettivamente segretari al Cambiamento climatico, agli Interni e ai Trasporti,avrebbero chiesto al premier di presentare una tabella di marcia per il suo abbandono di Downing Street.

Sullo sfondo, comunque, resta un’incognita su come il Paese potrebbe accogliere un passo indietro di Starmer, visto e considerando che se dovesse lasciare,la Gran Bretagna vivrebbe il suo settimo primo ministro in un decennio. Un numero senza precedenti nella storia moderna del Regno.

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