IlPartito Laburista britannicoha un nuovo leader e il Regno Unito un nuovo primo ministro.Andy Burnhamda oggi è infatti alla guida dei progressisti inglesi e il prossimo lunedì verrà anche nominato capo del governo di Sua Maestà, succedendo aldimissionarioKeir Starmer. L’ex sindaco di Manchester, al terzo tentativo di conquista della leadership della compagine politica, è stato acclamato grazie alsostegno plebiscitariodel gruppo parlamentare di maggioranza e dei sindacati affiliati al Labour.
Stante l’assenza di candidati rivali,Burnhamnon dovrà sottoporsi al voto di ballottaggio di fronte alla base degli iscritti e potrà dunque subentrare automaticamente all’attuale inquilino diDowning Street, dopo il rituale passaggio di consegne fissato per il 20 luglio. Nel Regno Unito, infatti,il primo ministro è il leader del partito che ha vinto le elezionie se quest’ultimo cambia leader, deve esserci un cambiamento anche al vertice del governo.
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Regno Unito,Burnham: “Dobbiamo mettere in discussione un modello economico che non funziona”
“Sono pronto a governare e promuovereuna politica di cambiamentonel Regno Unito”, ha detto il “Re del Nord”, prendendo la parola dopo essere stato ufficializzato come leader dei Laburisti e denunciano il fatto che “gli ultimi40 anni di neoliberalismo” non hanno certamente giovato allacausa lavoratricein tutto il Paese. “Questa generazione di politici, me compreso, non è riuscita a mettere in discussione una cultura politica e un modello economico che semplicemente non funzionano abbastanza bene per la gente comune“, ha chiosato decisoBurnham, rivendicando di non voler inseguire i temi della destra di Reform Uk diNigel Faragee invocandounitàall’interno del Labour.
Dopo mesi di liti, i progressisti si sono infatti compattati su un nome che sono sicuri possa risollevare le sorti del partito e soprattutto essere il candidato più adatto asostituire Starmer, indebolito dascandali ed errori di valutazione. Dalla sua, il nuovo leader dei Laburisti ha una consolidata reputazione di amministratore efficace, essendo stato eletto per bentre volte come sindaco di Manchester, incarico che ha dovuto lasciare per potersi candidare alle elezioni suppletive per il Parlamento,vinte con ampio margine. Essere parlamentari è infatti unrequisitoper poter guidare il governo nazionale.
Le prossime sfide di Burnham
Erano state le proporzioni della vittoria a far allontanare eventuali sfidanti interni desiderosi di proporsi per il ruolo di leader del partito. Ora però, Burnham si troverà a dover formare il suo governo e proprio sullascelta dei ministrisi stanno vedendo le primetensioninei Labour. I dissidi riguardano soprattutto la nomina del ministro delle Finanze, poltrona che la corrente che ha sostenuto il “Re del Nord” spera sia assegnata aEd Milband.
L’attuale ministro dell’Energia è un politico di lungo corso all’interno dei progressisti e ha giocato un ruolo fondamentale nellospingere Starmer alle dimissioni, ma nel partito si contano almenouna decina di correntie da poco ne è addirittura nata una nuova con lo scopo dichiarato dicondizionare il prossimo esecutivo. Insomma, il mandato di Burnham non comincia nel migliore dei modi e se si considera che l’ex sindaco di Manchester è ilsettimo inquilino di Downing Street in 10 anni,ci sono tutti gli elementi per ipotizzare che la sua sarà una strada nettamentein salita.
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