Elisabetta II, 4 anni dalla morte della regina: è stata lei il simbolo della corona inglese

Da principessa mai destinata al trono alla sovrana del Regno Unito per 70 anni. Tra crisi politiche e familiari, trasformazioni sociali e rivoluzione tecnologica: la vita di Elisabetta II è stata un lungo viaggio dentro la storia del Novecento e del nuovo millennio. Nel 2026 avrebbe compiuto 100 anni

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Sono trascorsi 4 anni dalla morte della Regina Elisabetta II, la sovrana che per oltre sette decenni ha rappresentato la continuità della monarchia britannica. Morì l’8 settembre 2022 a Balmoral, in Scozia, a 96 anni, dopo 70 anni e 214 giorni sul trono: il regno più lungo nella storia britannica.

Ma il 2026 porta con sé una ricorrenza ancora più simbolica. Il 21 aprile Elisabetta avrebbe compiuto 100 anni. La sua nascita, avvenuta nel 1926, è stata celebrata quest’anno dalla famiglia reale con iniziative commemorative dedicate alla sua vita, al suo servizio e alla sua eredità. Una coincidenza che rende ancora più forte il ricordo di una donna la cui esistenza ha attraversato quasi un secolo di storia.

La Regina Elisabetta: una principessa destinata a non regnare

Elizabeth Alexandra Mary Windsor nacque il 21 aprile 1926 al 17 di Bruton Street, a Londra, primogenita del duca e della duchessa di York, il futuro re Giorgio VI e la futura Queen Mother. All’epoca non era destinata direttamente al trono: davanti a lei nella linea di successione c’era lo zio Edoardo, principe di Galles.

Il destino cambiò radicalmente nel 1936. Edoardo VIII abdicò per poter sposare Wallis Simpson, americana e divorziata, aprendo la strada al fratello Albert, che divenne re Giorgio VI. Elizabeth, allora appena dieci anni, diventò erede presuntiva. La sua formazione fu privata e rigorosa. Durante la Seconda guerra mondiale, quando la famiglia reale rimase in Gran Bretagna nonostante i bombardamenti tedeschi, la giovane principessa assunse progressivamente un ruolo pubblico. Nel 1945 entrò nell’Auxiliary Territorial Service, imparando a guidare e a fare manutenzione ai veicoli: fu la prima donna della famiglia reale britannica a prestare servizio militare attivo.

Nel 1947 arrivò il matrimonio con Filippo Mountbatten, ex principe di Grecia e Danimarca. Fu un’unione destinata a durare oltre sette decenni, fino alla morte di Filippo nel 2021. Dalla coppia nacquero quattro figli: Carlo, Anna, Andrea ed Edoardo. Già prima di diventare regina, Elisabetta aveva però pronunciato quella che sarebbe diventata la promessa fondamentale della sua vita pubblica. Nel 1947, durante un viaggio in Sudafrica per il suo 21esimo compleanno, si impegnò a dedicare la propria vita al servizio del Commonwealth e dei suoi popoli. Una promessa che avrebbe mantenuto fino alla morte.

La Regina Elisabetta sale al trono a soli 25 anni

Il 6 febbraio 1952, mentre si trovava in Kenya durante un viaggio ufficiale, Elisabetta ricevette la notizia della morte del padre. Aveva 25 anni, e da quel momento divenne regina. La sua incoronazione arrivò il 2 giugno 1953 nell’Abbazia di Westminster. La cerimonia fu trasmessa in televisione e contribuì a trasformare un’antica istituzione in un evento seguito da un pubblico internazionale.

La Regina Elisabetta II
La Regina Elisabetta II

Quando salì al trono, il mondo era profondamente diverso da quello che avrebbe lasciato settant’anni dopo. Il Regno Unito era ancora un impero; l’Europa usciva dalla guerra; la Guerra fredda divideva il pianeta; la televisione cominciava a entrare nelle case e la decolonizzazione stava trasformando la mappa politica mondiale. Elisabetta sarebbe rimasta al centro di tutti questi cambiamenti senza mai assumere direttamente un ruolo di governo. La monarchia costituzionale britannica le imponeva infatti neutralità politica: il suo compito era rappresentare lo Stato, mantenere i rapporti istituzionali e affidare il governo a chi aveva la responsabilità politica.

Durante il suo regno Elisabetta lavorò con generazioni di primi ministri e vide cambiare profondamente la società britannica. Dal conservatore Winston Churchill, il primo premier del suo regno, fino a Liz Truss, ricevuta a Balmoral appena due giorni prima della sua morte, la regina fu il punto fermo di una successione di governi e di epoche politiche differenti. La sua storia si intrecciò con la decolonizzazione dell’Africa e dell’Asia e con la trasformazione dell’Impero britannico nel Commonwealth.

Da sovrana di numerosi territori, Elisabetta divenne progressivamente il volto di una nuova associazione tra Stati indipendenti. Nel corso della sua vita fu capo del Commonwealth, organizzazione che arrivò a collegare più di due miliardi di persone. Vide anche il Regno Unito entrare nelle Comunità europee nel 1973 e, decenni più tardi, uscire dall’Unione europea con la Brexit. Attraversò la Guerra fredda, la caduta del Muro di Berlino, la dissoluzione dell’Unione Sovietica, la nascita della società digitale, gli attentati terroristici, le guerre in Medio Oriente, la crisi finanziaria globale e la pandemia di Covid-19.Nel 2011 compì una visita storica in Irlanda, la prima di un sovrano britannico nel Paese dopo l’indipendenza. Nel corso del regno incontrò inoltre presidenti e leader di tutto il mondo: tra gli appuntamenti più significativi ci furono le visite in Cina nel 1986 e in Russia nel 1994.

La Regina Elisabetta e le crisi familiari

Dietro la figura istituzionale c’era però una storia familiare tutt’altro che semplice. Elisabetta dovette affrontare i divorzi e le crisi matrimoniali dei figli, le tensioni interne alla famiglia Windsor e un’attenzione mediatica sempre più aggressiva. Il 1992 fu definito dalla stessa sovrana il suo annus horribilis. Fu l’anno della separazione di Carlo e Diana, di quella tra Andrea e Sarah Ferguson e del divorzio della principessa Anna. A questi problemi familiari si aggiunse l’incendio del castello di Windsor.

Cinque anni dopo, nel 1997, arrivò uno dei momenti più difficili del suo regno: la morte di Diana. La reazione iniziale della famiglia reale e la distanza della regina dal clamore pubblico provocarono forti critiche. Elisabetta intervenne infine con un discorso televisivo alla vigilia dei funerali, in un momento in cui la monarchia attraversava una delle sue più profonde crisi di consenso. Eppure anche quella crisi contribuì alla trasformazione della monarchia. Elisabetta comprese progressivamente quanto fosse cambiato il rapporto tra la famiglia reale, i media e l’opinione pubblica.

La Regina Elisabetta II al funerale di Diana
La Regina Elisabetta II al funerale di Diana

Grandi numeri e gli ultimi numeri di un regina senza precedenti

Il regno fu scandito da celebrazioni che divennero veri momenti della storia nazionale. Nel 1977 arrivò il Giubileo d’argento per i 25 anni sul trono; nel 2002 quello d’oro per i 50 anni. Nel 2015 Elisabetta superò la durata del regno della sua trisavola, la regina Vittoria, diventando la sovrana britannica più longeva di sempre. Nel 2022 arrivò il Giubileo di platino, per i 70 anni sul trono. Fu un’enorme celebrazione nazionale e internazionale, ma anche l’ultimo grande appuntamento pubblico della sua vita.

La Regina Elisabetta II al suo giubileo di platino
La Regina Elisabetta II al suo giubileo di platino

In quei decenni Elisabetta non fu soltanto una presenza cerimoniale. Visitò comunità, ospedali, scuole, associazioni e organizzazioni benefiche; incontrò capi di Stato e cittadini comuni; partecipò a centinaia di eventi e viaggi ufficiali. La sua capacità di mantenere una presenza pubblica costante, pur modificando nel tempo linguaggio, abitudini e strumenti di comunicazione, divenne uno degli elementi distintivi del suo regno.

La pandemia segnò un’altra fase particolare. Nel 2020, mentre il Paese era sottoposto alle restrizioni per il Covid-19, Elisabetta rivolse alla popolazione un messaggio televisivo invitando alla solidarietà e alla perseveranza. Nel 2021 morì Filippo, il compagno della sua vita. La regina partecipò da sola al funerale, in una delle immagini più emblematiche degli ultimi anni del suo regno.

Nonostante l’età avanzata e il progressivo ridimensionamento degli impegni, Elisabetta continuò a svolgere i propri doveri. Nel giugno 2022 apparve ancora alle celebrazioni del Giubileo di platino. Il 6 settembre ricevette a Balmoral il primo ministro uscente Boris Johnson e incaricò Liz Truss di formare il nuovo governo. Due giorni dopo, l’8 settembre, Buckingham Palace annunciò che i medici erano preoccupati per le sue condizioni di salute. I familiari raggiunsero Balmoral. Nel pomeriggio arrivò la notizia che avrebbe chiuso definitivamente un’epoca: Elisabetta II era morta a 96 anni.

L’ultimo viaggio e il ricordo della Regina Elisabetta

La morte della regina diede inizio a giorni di lutto senza precedenti nella Gran Bretagna contemporanea. Il feretro fu trasferito da Balmoral a Edimburgo, quindi a Londra, dove migliaia di persone si misero in fila per renderle omaggio durante l’esposizione a Westminster Hall. Il 19 settembre si celebrarono i funerali di Stato nell’Abbazia di Westminster. Alla cerimonia parteciparono leader e rappresentanti da tutto il mondo. Elisabetta fu poi sepolta nella King George VI Memorial Chapel, a Windsor, accanto al padre, alla madre, alla sorella Margaret e al principe Filippo.

Con lei non moriva soltanto una persona, ma finiva un’epoca. La sua morte segnò il passaggio dalla seconda Elisabetta della storia britannica a Carlo III, suo figlio maggiore. Oggi, nel quarto anniversario della sua morte, il ricordo di Elisabetta assume una dimensione particolare. Il 21 aprile 2026 avrebbe compiuto 100 anni.

Il centenario è stato celebrato dalla famiglia reale con iniziative dedicate alla sua vita e alla sua eredità. Tra queste anche una grande esposizione a Buckingham Palace dedicata al suo stile e agli abiti indossati durante quasi un secolo di vita pubblica. Cent’anni dalla nascita e quattro dalla morte: due date che sembrano racchiudere la parabola di una donna diventata, quasi suo malgrado, uno dei simboli più riconoscibili del mondo contemporaneo.

Elisabetta nacque quando sul trono sedeva suo nonno Giorgio V. Vide il regno di suo zio durare meno di un anno, divenne erede a dieci anni, attraversò una guerra mondiale, salì al trono quando aveva appena 25 anni e rimase sovrana fino a 96. Vide nascere la televisione di massa, il jet, Internet e i social network. Incontrò un numero incredibile di personaggi storici da Churchill e Obama, a Mandela e Giovanni Paolo II. Vide l’impero trasformarsi nel Commonwealth e l’Europa unirsi e poi separarsi.

Settant’anni dopo quella promessa pronunciata da una giovane principessa, la sua vita pubblica si è conclusa nel luogo che più amava, Balmoral. Una vita consegnata al dovere, alla rappresentanza e alla continuità dell’istituzione monarchica. Per questo, a quattro anni dalla sua scomparsa Elisabetta II resta soprattutto la regina di un tempo irripetibile: una donna che non si limitò ad attraversare la storia britannica, ma finì per diventare, per settant’anni, parte di essa.

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