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Putin sfida Zelensky e lo invita a Mosca per i negoziati: Kiev rifiuta la proposta “inaccettabile”

Per quanto riguarda, invece, il possibile accordo sulle garanzie di sicurezza lo zar ha sostenuto di essere d'accordo con chi ritiene che ogni Paese abbia il diritto di scegliere il proprio sistema per garantire la propria sicurezza. Allo stesso tempo, però, c'è da considerare che questo stesso diritto vale per tutte le Nazioni, compresa la Russia

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Laconclusione della sua visita di Stato inCinasembra aver rinnovato una certa sicurezza nel presidente russo,Vladimir Putin. Lo zar, nel corso della conferenza stampa che ha posto fine alla sua permanenza a Pechino, ha infatti deciso di lanciare quella che è apparsa come una vera e propriasfida al presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

Trattando del possibile incontro con il leader di Kiev, Putin è apparso convinto e piuttosto tranquillo mentre affermava che da parte della Russia non vi sono ostacoli alla possibilità.Il vertice, però,deve esserefinalizzato ad un obiettivo raggiungibile e quindiutile alla conclusione del conflitto. Una posizione già assunta dal ministro degli Esteri, Sergei Lavrov, che ha messo in guardia Usa e Ucraina sull’ipotesi che il vertice possa portare ad un’escalation piuttosto che ad un accordo, nel caso in cui non fosse preparato in maniera adeguata.

Putin stavolta ha però alzato il tiro, sostenendo che l’incontro sarebbe possibile in tempi brevi ma solo se Zelensky decidesse di presentarsi a Mosca. “E a proposito,Donald mi ha chiesto se fosse possibile e ho detto di sì. Gli ho detto di farlo venire nella capitale russa“, ha sostenuto. Il titolare del Cremlino ha poi ribadito quanto già dichiarato nel corso del suo vertice con il presidente slovacco, Robert Fico: “La Russia si è sempre opposta all’adesione dell’Ucraina alla Nato“.

Una proposta che è stata accolta in maniera durissima da Kiev. Il ministro degli Esteri ucraino, Andrei Sibiha, ha infatti sostenuto chelo zarcontinua a prendere in giro tutti facendo proposte consapevolmente inaccettabili“. Il ministro ha poi ricordato che al momento ci sono ben 7 Paesi che sono disposti ad ospitare i colloqui e allo stesso modo Zelensky è pronto ad un incontro in una località neutra. “Solo una maggiore pressione può costringere la  Russia a prendere finalmente sul serio il processo di pace“, ha aggiunto Sibiha.

Putin: “Le garanzie di sicurezza devono rispettare anche la Russia”

Per quanto riguarda, invece, il possibile accordo sulle garanzie di sicurezza lo zar ha sostenuto di essere d’accordo con chi ritiene che ogni Paese abbia il diritto di scegliere il proprio sistema per garantire la propria sicurezza. Allo stesso tempo, però, c’è da considerare che questo stesso diritto vale per tutte le Nazioni, compresa la Russia. “Una sicurezza di un Paese non può essere garantita a scapito della sicurezza di un altro, in questo caso la Federazione russa“, ha ricordato, chiarendo quindi che i negoziati su questo fronte potrebbero essere più duri di quanto preventivato.

In ogni caso, se non dovesse essere raggiunto un accordo diplomatico sulla fine della guerra, la Russia è pronta a portare a termine i suoi obiettivi attraverso la forza militare. Su questo argomento lo zar ha voluto essere chiarissimo.Il proposito di Mosca non è quello di combattere per un semplice territorio, ma di battersi “per i diritti umani, per il diritto delle persone che vivono in quel territorio a parlare la lingua russa e a vivere secondo le loro tradizioni“.

Putin: “Trump può essere la luce in fondo al tunnel di questa guerra”

Il lavoro diDonald Trump, però, potrebbe essere la tanto desiderata “luce in fondo al tunnel“, in quanto il leader russo vi legge un vero e proprio intento di pace. “Vediamo anche che l’attuale amministrazione degli Stati Uniti  ha la volontà e il desiderio di trovare una soluzione“, ha dichiarato davanti ai giornalisti. Rimanendo sul presidente americano, il titolare del Cremlino ha spiegato di ritenere piuttosto umoristiche le dichiarazioni del Tycoon sul vertice di Shanghai.

Trump aveva accusato i leader presenti, compreso Putin, di star cospirando contro di lui. “Nessuno ha detto nulla di negativo riguardo  all’attuale amministrazione degli Stati Uniti nel corso degli incontri“, ha garantito, spiegando inoltre che tutti i suoi interlocutori avrebbe sostenuto l’incontro di Anchorage ed espresso la speranza che la posizione del titolare della Casa Bianca possa portare alla fine della guerra. Infine, lo zar ha mandato un messaggio a Usa, Ue e Ucraina spiegando che se si rivelasse necessario “fare qualcosa per elevare il livello delle delegazioni ai negoziati“, allora il suo Paese sarà pronto a farlo.

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