Marius Borg Høiby, accolta la richiesta di rifare il processo

La Corte d’appello di Borgarting ha accolto il ricorso presentato. Nel 2027 inizierà il nuovo processo del figlio della Regina Mette-Marit

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Nuova svolta sul lungo e controverso processo giudiziario che riguarda Marius Borg Høiby, il figlio della Regina Mette-Marit avuto da una precedente relazione e cresciuto dall’allora principe ereditario fin dall’età di 4 anni. Su di lui vertono gravi scandali che hanno gettato ombre sulla famiglia reale norvegese, dopo un lungo e tortuoso iter giudiziario iniziato nel 2024. Lo scorso giugno è stato condannato a quattro anni di carcere per stupro e violenza domestica, poi però ha ottenuto lo sconto di pena agli arresti domiciliari.

Ora, secondo gli ultimi aggiornamenti, dopo il funerale di Re Harald V la Corte d’appello di Borgarting a Oslo ha annunciato di aver accolto il ricorso contro la sentenza dello scorso giugno. Polemiche si erano innalzate già dopo la decisone di far scontare la pena presso la residenza reale di Skaugum, adesso il Tribunale d’Appello ha scelto di rifare il processo che inizierà nei primi mesi del 2027 e durerà circa quattro settimane.

Norvegia, Marius Borg Høiby ai funerali di Re Harald V

La notizia arriva ai legali del figliastro 29enne di Re Haakon, dopo che gli era già stato permesso di partecipare ai funerali di Re Harald V. Tramite un permesso speciale ha potuto prendere parte alle esequie del precedente Re, anche se non è stato ammesso al corteo che ha seguito il feretro insieme alla famiglia. Vestito a lutto è arrivato direttamente alla cattedrale insieme alle cugine Maud Angelica, Leah Isadora ed Emma Tallulah Behn, figlie della Principessa Martha Louise.

Il processo

Il processo aveva avuto inizio il 2 febbraio scorso e il figlio della Regina doveva rispondere di 38 capi d’accusa, tra i più gravi quattro presunti casi di violenza sessuale. Alla fine del processo era stato riconosciuto colpevole di due di questi quattro casi, oltre che di violenze ai danni della sua ex ragazza. Per questi capi d’accusa però l’imputato si è sempre dichiarato innocente, mentre si era dichiarato colpevole per alcuni capi d’accusa legati al consumo di stupefacenti. Insomma, dopo i recenti sviluppi, sembra che la vicenda giudiziaria che riguarda il figliastro di Re Haakon è tutt’altro che terminata.

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