Una foto della carta geografica della Groenlandia con sopra dipinta la bandiera americana ha infuriato il governo della Danimarca, che ha deciso di non rimanere in silenzio di fronte all’ennesima sfida lanciata dagli Stati Uniti. A pubblicare l’immagine non è stato Donald Trump, anche se in molti si sarebbero attesi una mossa simile, ma la podcaster statunitense Katie Miller, moglie di Stephen Miller, ovvero uno dei più stretti collaboratori del presidente americano.
Ad accompagnare l’immagine, poi, un messaggio non affatto fraintendibile: “Presto sarà il turno della Groenlandia“. Un riferimento piuttosto preoccupante all’operazione portata a termine ieri dall’amministrazione americana che ha permesso di arrestare e trasferire negli Usa il presidente venezuelano Nicolas Maduro. Un’azione che anche numerosi alleati degli Usa hanno criticato, in quanto contraria al diritto internazionale.
Leggi Anche
Groenlandia: la risposta della Danimarca al post Usa
A seguito della pubblicazione dell’immagine, quindi, la Danimarca ha reso noto il proprio disappunto. L’ambasciatore danese negli Usa, Jesper Moeller Soerensen, ha reagito con un proprio post affermando che il Paese si aspetta “il pieno rispetto per l’integrità territoriale” della Danimarca. Il diplomatico ha poi ricordato i rapporti amichevoli esistenti tra Washington e Copenaghen, così come l’importanza della loro tutela.
“La sicurezza degli Usa è anche la sicurezza della Groenlandia e della Danimarca“, ha scritto, sottolineando che il territorio autonomo fa già parte della Nato e aggiungendo che i due Paesi sopra citati collaborano per garantire la sicurezza nell’Artico. Inoltre, Moeller Soerensen ha voluto ricordare come il suo Paese abbia stanziato lo scorso anno 13,7 miliardi di dollari da usare nell’Artico e nel Nord Atlantico proprio a difesa della sicurezza comune.
Una serie di forzi, quindi, che non possono essere messi in difficoltà per una mera volontà di dominio. A preoccupare è il fatto che in passato Donald Trump abbia sostenuto che annettere la Groenlandia servirebbe gli interessi di sicurezza nazionale Usa, data la sua posizione strategica nell’Artico e la sua ricchezza di minerali critici per i settori high-tech. Una posizione simile a quella del Venezuela, utile agli Usa per le sue riserve di petrolio.
L’indignazione delle opposizioni italiane
Di fronte a questa situazione, anche nel nostro Paese si è scatenato un vero e propri caos politico, con alcuni esponenti delle opposizioni che hanno chiesto al Presidente del Consiglio di prendere una posizione chiara contro le azioni del presidente Usa.
“Riconoscere legittimo l‘uso della forza per spodestare un dittatore violento, come ha fatto la presidente Meloni, espone tutti, non solo l’Italia, al rischio di dover accettare la politica del fatto compiuto anche quando essa verrebbe a ledere legittimi interessi europei, come nel caso della Groenlandia“, ha spiegato ad esempio Osvaldo Napoli, della segreteria di Azione.
Una posizione condivisa anche da Riccardo Magi di +Europa, il quale ha volito chiarire che le minacce alle Groenlandia provenienti dall’entourage di Trump dovranno spingere l’Italia a prendere una posizione chiara. “Fino a dove si spingerà l’asservimento di Meloni all’amministrazione USA? Dirà che è legittima difesa? Meloni deve chiarire al più presto quale futuro aspetta l’Italia e quale sarà la collocazione del nostro Paese in caso di invasione americana di un territorio della Danimarca“, si è chiesto il leader di +Europa.
Durissimo anche Angelo Bonelli, secondo cui quanto avvenuto in Venezuela non avrebbe a che fare con la difesa della democrazia, ma sarebbe solo “una prova di forza geopolitica degli Usa per impossessarsi delle più grandi riserve di petrolio del pianeta“.
© Riproduzione riservata


