A tre giorni dalla notizie dell’incursione di presunti droni russi nello spazio aereo dellaPolonia, l’Occidente continua a cercare risposte efficienti da presentare allaRussia. Una decisione complessa, in quanto ogni possibile scelta potrebbe scatenare una ulteriore risposta da Mosca e portare a “scivolare” in quel baratro da cui ci ha messi in guardia il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
Il mondo si trova più vicino che mai ad un conflitto di carattere globale e al momento tutte le parti in gioco solo al lavoro per evitare una escalation.La Nato, l’organizzazione atlantica di cui è parte la Polonia così come gran parte della zona euro-atlantica,è al lavoro per cercare soluzioniche possano garantire sicurezza a Varsavia in questa fase del conflitto russo ucraino. Dal Cremlino non giungono messaggi rincuoranti, ma solo smentite.
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Lo stesso presidente Usa,Donald Trump, ha criticato la posizione della Russia, pur sostenendo che l’invasione da parte dei droni potesse essere un incidente più che un attacco deliberato, chiarendo chela sua pazienza nei confronti del presidente russo, Vladimir Putin, si stesse esaurendo. Una nuova minaccia, che però sembra aggiungersi a quelle che finora non hanno modificato l’esito del conflitto.
L’ipotesi di una No-Fly Zone in Ucraina
La Nato, invece, starebbe prendendo in considerazione lacostruzione di una“zona cuscinetto aerea” ai confini dell’Ucraina.Si tratterebbe di una sorta dino-fly zonesu scala ridotta in cui non sarebbe possibile il volo. In questo modo, se si dovesse ripetere un’incursione come quella di mercoledì, gli ordigni verrebbero abbattuti prima del loro ingresso all’interno dello spazio Nato. La notizia sarebbe stata confermata da diverse fonti diplomatiche all’Ansa.
Lo stesso primo ministro della Polonia,Donald Tusk, ha sostenuto di essere in contatto costante con il Segretario Generale della Nato. “Sono stato informato che più tardi oggi verremo a conoscenza delle ulteriori azioni che la Nato intende intraprendereriguardo al fianco orientale“, ha annunciato chiarendo che lui stesso più tardi comunicherà i risultati di queste azioni.
Nel pomeriggio di oggi dovrebbe quindi tenersi una conferenza stampa congiunta conMark Rutte, leader della Nato, e con il Comandante Supremo Alleato, Alexus G. Grynkewich. Tusk ha poi voluto mandare un messaggio al presidente degli Stati Uniti. “Anche noi avremmo voluto che l’attacco con i droni alla Polonia fosse stato un errore. Ma non lo è stato. E lo sappiamo bene“, ha scritto su X rispondendo alle ipotesi presentate da Trump.
Polonia, convocati gli ambasciatori russi in vari Paesi Nato
Nel frattempo, diversi Paesi della zona Nato hanno deciso di mostrare il loro supporto alla causa ucraina e polacca. La portavoce della Commissione Ue per gli affari esteri, Anitta Hipper, ha ricordato come l’Unione europea abbia espresso la sua posizione in modo chiaro, sostenendo di ritenere l’incursione polacca deliberata. “Detto questo,abbiamo anche convocato ieri gli inviati russo e bielorusso in riunioni separatein relazione a questa violazione“, ha spiegato.
Anche il ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot ha annunciato la convocazione questa mattina dell’ambasciatore di Mosca a Parigi. “Gli diremo che non ci lasceremo intimidire“, ha dichiarato, sostenendo che quanto avvenuto sia grave sia nel caso in cui fosse un errore o una scelta. “Con i droni russi nello spazio aereo della Nato, Putin agisce in modo pericoloso e inaccettabile. Per questo motivooggi l’ambasciatore russo è stato convocato al Ministero degli Affari Esteri“, ha invece scritto sui social il ministro degli Esteri tedesco, sottolineando che con questo gesto si dimostra come la Nato sia unita nel difendere il proprio territorio.
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