Le conseguenze della presuntaviolazione dello spazio aereo polaccoda parte di una flotta di circa 20 droni sono ancora da valutare. La tensione, intanto, resta altissima. LaPoloniaha annunciato di aver limitato il traffico aereo lungo il suo confine orientale al fine di “garantire la sicurezza nazionale“. Tale restrizione resterà in vigore fino all’inizio di dicembre, come spiegato dall’agenzia polacca per navigazione aerea.
Inoltre, il governo polacco ha richiesto unariunione del Consiglio di Sicurezza della Nazioni Unitecome rivelato dalla missione sud-coreana, a cui spetta presidenza del Consiglio a settembre. Una serie di azioni volte a proteggere il Paese da futuri nuovi attacchi, nella consapevolezza che ogni nuova invasione potrebbe rappresentare l’inizio di una escalation del conflitto in Ucraina.
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Polonia, cosa è successo
Ieri,la Polonia ha denunciato l’entrata nel suo spazio aereo di una decina di missili di possibile matrice russa, che sarebbero stati abbattuti dall’esercito polacco e dagli alleati. Non vi sarebbero stati feriti ma un’abitazione in un paese al confine con l’Ucraina sarebbe stata raggiunta da uno dei droni. Durissima la condanna del premier Donald Tusk, a cui si sono aggiunte quelle dei leader occidentali.
Il capo del governo ha invocato l’articolo 4 della Nato che prevede l’istituzione di una riunione degli Stati membri dell’Alleanza Atlantica sull’aggressione.Dal Cremlino sono giunte solo smentite, con alti funzionari che hanno rispedito al mittente tutte le accuse. Anche oggi, il portavoce del presidente Vladimir Putin, Dmitri Peskov, ha spiegato che la Polonia avrebbe adottato la “retorica tipica di quasi tutte le capitali europee ultimamente“, che prevedrebbe accuse non veritiere nei confronti di Mosca.
Polonia, indagini della Nato sui droni
Secondo quanto riporta il quotidiano tedescoSpiegel, sembra chela Nato stia svolgendo delle analisi sulla violazione dello spazio aereo. La traiettoria dei missili sembrerebbe indicare che l’obiettivo delle bombe fosse un centro logistico per la fornitura di armi all’Ucraina.
Dall’inizio dell’invasione russa, nel 2022,gran parte delle forniture di armi occidentali all’ucraina passa per l’aeroporto di Rzeszow, nel sud-est della Polonia. Nello specifico, erano cinque i droni che avrebbero potuto colpire il sito. Sembra che le forze armate tedesche, che proteggono il centro di rifornimento di armi dagli attacchi aerei con due batterie di Patriot, abbiano rilevato subito sui radar l’incursione di droni nello spazio aereo polacco e hanno condiviso i dati con la rete di difesa aerea della Nato, che è subito entrata in azione.
Il presidente polacco, Karol Nawrocki, ha sostenuto chela presunta incursione sarebbe stato un tentativo della Russia di“mettere alla prova la prontezza ad agire del nostro Paese e della Nato“. Una prova che secondo il capo dello Stato sarebbe stata superata. Varsavia è intenzionata a continuare a sostenere l’Ucraina, senza lasciarsi intimidire dalle azioni imputate alla Russia.
“Abbiamo grandi piloti, grandi soldati e il comandante in capo delle Forze Armate sa da dove veniamo, chi siamo e a cosa siamo pronti“, ha spiegato il capo dello Stato polacco.
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