“Lamigrazioneè una sfida europea che deve essere affrontata con unasoluzione europea. Una soluzione efficace, equa e rigorosa:frontiere esterne più sicure, solidarietà tra gli Stati membri e procedure di asilo e rimpatrio più efficienti. La presidente della Commissione europeaUrsula von der Leyendescrive in questi termini ilPatto su migrazione e asilo, che domani, 12 giugno, entra in vigore nei 27 Stati membri dell’Unione europea.
Patto su migrazione e asilo, l’Ue disporrà di un quadro globale sul tema
Adottato nelmaggio 2024, l’accordo ha rinnovato il quadro dell’Ue in materia di migrazione e asilo e costituisce ora il fulcro del nuovo approccio di Bruxelles in questo ambito. Per la prima volta, infatti, l’Europa dispone di unquadro globalesul tema, che si accompagna a unadiplomazia migratoria decisae a una protezione delle frontiere tecnologicamente avanzata, con il sistema diingresso/uscitapienamente operativo e applicato, il quale sta già dando risultati significativi, con unariduzione del 55% degli attraversamenti illegali delle frontiere rispetto a due anni fa.
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Le principali novità apportate dal Patto su immigrazione e asilo
Tra le novità degne di nota, vengono introdotteprocedure di screening e di asilo obbligatorie direttamente alle frontiere esternee i richiedenti asilo provenienti da paesi con un tasso di riconoscimento basso sono trattenuti per un periodo massimo di 12 settimane allo scopo di valutare l’ammissibilità della domanda ed eseguire eventuali rimpatri rapidi. Viene inoltre superato il principio delprimo approdo come unico criterio di responsabilità, istituendo un sistema in cui gli Stati membri devono contribuire equamente. I Paesi possono quindi scegliere se accogliere un numero stabilito di richiedenti asilo (ricollocamenti) o, in alternativa, fornireun contributo finanziarioo supporto operativo.
In aggiunta, vi saranno maggiori obblighi per richiedenti asilo dirimanere nello Stato membro responsabiledell’esame della loro domanda, consanzioniin caso di spostamento non autorizzato verso altri Paesi dell’UE. Collegato a questo aspetto, c’è il potenziamento deldatabase biometrico europeoEurodac, che accoglie impronte digitali (a partire dai 6 anni d’età), immagini facciali e dati anagrafici, con l’obiettivo ditracciare in modo più preciso i flussi in tutta l’Unione. Infine, viene intensificata lacollaborazione con i Paesi di origine e transitoper prevenire le partenze, gestire i rimpatri ed esternalizzare alcune procedure di asilo verso nazioni considerate “sicure”.
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