Parigi, aggredisce turisti a martellate per vendicare musulmani in Palestina: una vittima

Un attentato a Parigi ha portato alla morte di un turista tedesco ed al ferimento di altre due persone. L'attentatore era già noto alla polizia

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È tornata la paura a Parigi con un nuovo attentato che stavolta ha colpito le vie periferiche intorno alla Torre Eiffel. Un uomo armato di coltello e martello ha seminato il panico aggredendo i turisti che si trovavano sul ponte Bir Hakeim, da cui si ha una splendida visuale del monumento principale parigino. Un evento che ha immediatamente riacceso il terrore, specie a distanza di poche settimane dall’attentato a Crepol, che ha visto morire un ragazzo di soli 16 anni.

Un gesto folle con cui l’uomo, di nazionalità francese ma di origini iraniane, ha voluto vendicare i musulmani deceduti durante il conflitto israelo-palestinese. Secondo il ministro dell’Interno, Gerald Darmanin, il terrorista era convinto della colpevolezza della Francia in quanto complice di Israele. A perdere la vita nel folle attentato è stato un uomo tedesco di origini filippine che è stato per primo aggredito dall’attentatore, di fronte alla compagna impotente.

Parigi, la ricostruzione dell’attentato

A sconvolgere Parigi nella serata di ieri è stato Armand Rajabpour-Miyandoab, un ragazzo di 26 anni nato e cresciuto in Francia ma tenuto sotto sorveglianza dall’intelligence perché a rischio radicalizzazione. Già nel 2016, infatti, il giovane era stato arrestato poiché in procinto di metter in atto un attacco terroristico nel centro commerciale della Défense, per poi fuggire ed arruolarsi in Siria. L’uomo, inoltre, è affetto da problemi psichici ma nonostante ciò è riuscito ad eludere ogni tipo di sorveglianza e recarsi nel centro di Parigi armato e pronto ad uccidere.

Una coppia di turisti è stata attaccata per prima, con la furia omicida che si è concentrata sull’uomo, più volte colpito con un coltello. Secondo le ricostruzioni dei testimoni l’uomo continuava ad urlare “Allah Akbar, mentre continuava a dare sfogo alla sua rabbia, Dopo aver ucciso l’uomo, l’attentatore si è rivolto alla donna che però è stata soccorsa da un tassista che, dopo aver assistito all’aggressione del primo uomo, è sceso dal suo mezzo per tentare di fermarlo. Nulla è servito, e il ventiseienne è riuscito a fuggire ed a raggiungere l’altra parte dle ponte, dove ha continuato ad aggredire i passanti.

Tra un’aggressione e l’altra l’uomo ha continuato ad urlare, in particolare inveendo contro ciò che sta avvenendo in questi mesi in Palestina. “Voglio vendicare i musulmani. Non posso continuare a guardare mentre continuano ad ucciderli“, queste le frasi ripetute dall’attentatore mentre colpiva a martellate chiunque incontrava.

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Parigi, attentato sul ponte Bir Hakeim

Il bilancio dell’aggressione è di un morto e due feriti, di cui uno grave. L’attentatore è stato arrestato dopo un inseguimento, terminato con l’uso di una delle pistola taser in dotazione della polizia francese.

Parigi, le parole di Macron

Il presidente francese Emmanuel Macron si trova a Doha in Qatar per la Cop28, ma appena saputo del terribile attentato, si è messo in comunicazione col ministro dell’interno Darmanin, che a sua volta si era immediatamente recato sul luogo dell’assalto. Una telefonata necessaria a chiarire quale sia la situazione a Parigi, subito dopo l’attentato e in che modo evitare che altre cellule solitarie si risveglino.

Poco dopo il Presidente ha pubblicato un messaggio di cordoglio e di vicinanza alle famiglie delle vittime: “Invio tutte le mie condoglianze alla famiglia e ai cari del cittadino tedesco morto ieri sera durante l’attacco terroristico a Parigi e penso con emozione alle persone attualmente ferite e in cura”.

Anche il premier Meloni ha pubblicato su X un messaggio di vicinanza alla Francia che continua a doversi difendere da questi ignobili attentati.

Il post di Giorgia Meloni su X

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