Papa Leone XIV alla veglia per la pace: “Arginiamo il delirio aggressivo, no al nome di Dio nei discorsi di morte”

Il pontefice ha indetto una veglia della pace a cui hanno aderito le Chiese di tutto il mondo. Prima di iniziare la recita del Rosario, si è affacciato a sorpresa sul sagrato di piazza San Pietro per benedire i fedeli presenti

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Vogliamo dire a tutto il mondo che è possibile costruire una pace nuova, con tutti i popoli di tutte le religioni, di tutte le razze, uniti come fratelli e sorelle in un mondo di pace“. PapaLeone XIVsi affaccia a sorpresa sul sagrato di piazza San Pietro, e alza la voce contro la guerra avviata da Stati Uniti e Israele e Iran nel giorno dei negoziati in Pakistan.

Pur senza fare nomi, si rivolge con parole accorate ai “governanti delle Nazioni“: “Fermatevi!“, prima di iniziare a recitare il Santo Rosario nella veglia di preghiera per la pace fortemente voluta dal Pontefice e a cui hanno aderito le Chiese di tutto il mondo, insieme ad una moltitudine varia di fedeli.

Papa Leone XIV: “Ogni cristiano deve farsi portatore di un messaggio di pace”

Prevost a braccio, ha ringraziato i presenti per la loro partecipazione: “Buonasera, benvenuti. Un saluto fraterno, grazie per avere voluto rispondere a questo invito a unirci con la voce, con i cuori, con la vita“. Per poi invocare il grido unanime nei confronti dei governati del mondo: “Fermatevi! E’ il tempo della pace. Sedete ai tavoli del dialogo e della mediazione, non ai tavoli dove si pianifica il riarmo e si deliberano azioni di morte!”

“Vi è però, non meno grande, la responsabilità di tutti noi”, ha proseguito il Pontefice nato a Chicago, “uomini e donne di tanti Paesi diversi:un’immensa moltitudine che ripudia la guerra, coi fatti, non solo a parole”. E così, torniamo a credere “nell’amore, nella moderazione, nella buona politica”, ha proseguito Papa Leone, “formiamoci e giochiamoci in prima persona, ciascuno rispondendo alla propria vocazione. Ognuno ha il suo posto nel mosaico della pace!”.

Perché, afferma il Santo Padre citando il Vangelo, la preghiera “sposta le montagne”, “pensieri, parole e opere infrangono”, ha proseguito, “la demoniaca catena del male e si mettono a servizio del Regno di Dio: un Regno in cui”, ha sottolineato, “non c’è spada, né drone, né vendetta, né banalizzazione del male, né ingiusto profitto, ma solo dignità, comprensione, perdono.

Abbiamo qui”, ha proseguito il Papa, “un argine a quel delirio di onnipotenza che attorno a noi si fa sempre più imprevedibile e aggressivo. Gli equilibri nella famiglia umana sono gravemente destabilizzati”.

Per il pontefice,la pace risiede nel cuore di ognuno e l’auspicio è quello che ogni cristiano sia capace di farsi portatore di un messaggio di speranza. “Dio ci ascolta, Dio ci accompagna,lui è presente con noi“, ha concluso Leone XIV, dando la sua benedizione alla folla e invitando ad unirsi alla sua preghiera affinchéla pace possa regnare in tutto il mondo.

Il Papa è quindi entrato nella basilica di San Pietro, da dove è previsto guidi la preghiera del Santo Rosario per invocare il dono della pace, prima di pronunciare una sua allocuzione. Accanto all’altare della confessione, vicino alla postazione di Prevost, è stata collocatala statua della Beata Vergine Maria Regina Pacis, solitamente custodita nella parrocchia Regina Pacis del quartiere romano di Monteverde.

Il nostro essere radunati insieme questa sera a vegliare per la pace– ha detto il Papa introducendo la recita della Corona del Rosario alla Madonna –vuole esprimerela forza della preghiera della Chiesa davanti alle situazioni di tenebra e di doloreche vorrebbero negare laluce sfolgorante della risurrezionee rigettare nella notte della morte la speranza dell’umanità“.

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