Prosegue ilviaggio apostolico di Papa Leone XIVin Spagna. Migliaia di persone si sono radunate fin dalle prime ore del mattino, sotto il sole diLas Palmas de Gran Canaria, per salutare il Pontefice durante il suo passaggio in papamobile verso laCattedrale di Santa Ana,dove ha incontrato il clero e la comunità diocesana.
Prima di raggiungere il quartiere storico diVegueta, il Pontefice ha fatto tappa alTeatro Pérez Galdós, dove ha ricevuto le chiavi della città dalla sindaca di Las Palmas,Carolina Darias.Lungo il percorso, famiglie, residenti e turisti hanno accolto il Papa con applausi e cori di “Viva il Papa”, immortalando con i telefonini la visita delprimo Pontefice nella storia a recarsi alle Canarie.
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La stessa accoglienza si è ripetuta all’arrivo nella Cattedrale di Santa Ana, uno dei momenti più attesi della giornata. A dargli il benvenuto è stato il vescovo della diocesi delle Canarie,José Mazuelo: “Grazie per venire a incontrare questa comunità credente“. Il presule ha poi definito le Canarie “Una Chiesa in mezzo all’Atlantico, crocevia di strade“, richiamando alcune delle principali sfide dell’arcipelago, dallacrisi abitativaallaprecarietà fino al fenomeno migratorio.
L’invito alla solidarietà e alla cura dei più fragili
Nel suo intervento, Papa Leone XIV ha invitato la comunità ecclesiale a continuare a testimoniare concretamente il Vangelo attraverso l’accoglienza e la vicinanza agli ultimi. “Un modo concreto per manifestare questa spiritualità di comunione è lasolidarietà cristiana,perché l’unione con Cristo è allo stesso tempo unione con tutti gli altri“, ha affermato il Pontefice, “Vi incoraggio a continuare aoffrire a tutti l’amore che avete ricevuto, un amore che si fa nutrimento nell’accoglienza, nell’ascolto, nella vicinanza e nella cura dei più fragili“.
Rivolgendosi a vescovi, sacerdoti e operatori pastorali, Leone XIV ha esortato a essere “saggi architetti nella costruzione della civiltà dell’amore“, ringraziandoli per il lavoro svolto accanto a chi soffre. Tra gli atteggiamenti indicati dal Papa figurano l’abbraccio della croce di Cristo e la coltivazione di una spiritualità eucaristica.
Papa Leone e il richiamo al dramma migratorio
Particolarmente significativo il passaggio dedicato alle migrazioni durante la visita alporto di Arguineguin, principale punto di approdo della rotta atlantica verso le Canarie, una delle più pericolose al mondo. “Il dramma dei migranti deve diventare unesame di coscienza“, ha scritto il Pontefice su X, chiamando in causa i Paesi d’origine, quelli di transito, l’Europa e la comunità internazionale. Secondo Leone XIV,l’Europa non può continuare a proclamare la dignità umana e allo stesso tempo abituarsi all’idea che Mediterraneo e Atlantico diventino “cimiteri senza lapidi“.
Davanti ai migranti presenti al porto, il Papa ha accompagnato le parole con un gesto simbolico. Pronunciando la frase “Cari migranti, prima di dirvi qualsiasi altra parola, voglioinchinarmi davanti alla vostra dignità“, si è infatti chinato in segno di rispetto.
Le testimonianze dal porto di Arguineguin
Ad accogliere il Pontefice sono state quattro testimonianze che hannoraccontato il volto umano della rotta migratoria atlantica.Il comandante delSalvamento Marítimo,Tito Villarmea, ha ricordato gli oltre20mila salvataggieffettuati in 18 anni di attività, raccontando episodi che lo hanno segnato profondamente. “Vorrei che non dovessimo più salvare nessuno“, ha detto a nome dei 1.600 professionisti impegnati nelle operazioni di soccorso.
Maria Reyes Alemán Cruz,volontaria della Caritas, ha invece raccontato l’impegno quotidiano nell’accoglienza dei migranti sbarcati alle Canarie: “Abbiamo imparato che non si trattava di risolvere tutto, ma di essere presenti, aiutare e accompagnare“.
Particolarmente toccante la testimonianza diBlessing, donna nigeriana vittima della tratta, letta da un’altra persona per ragioni di sicurezza. Dopo un viaggio segnato da violenze e sfruttamento sessuale, ha raccontato il proprio percorso di rinascita grazie all’aiuto ricevuto dalla Chiesa: “Ho imparato a credere di nuovo in me stessa. Ho imparato che posso farcela“.
InfineMaria Fernanda López Meza, imprenditrice colombiana arrivata alle Canarie nel 1997, ha raccontato il proprio percorso di integrazione: da anni difficili vissuti tra lavori precari e povertà alla creazione di un’impresa che oggi dà lavoro a sei persone. “Sono arrivata con una valigia piena di sogni“, ha detto al Pontefice, sottolineando il valore del lavoro, dell’impegno e della gratitudine verso il Paese che l’ha accolta.
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