P. Diddy in isolamento per una rissa in carcere: la pena potrebbe allungarsi

Prima gli insulti poi i pugni. Il produttore è stato portato in isolamento dopo una rissa avuta con un altro detenuto. L’uscita dal carcere del rapper è prevista per il 2028, ma questo evento potrebbe far allungare la detenzione

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Torna a far parlare dal carcere il rapper e produttoreP. Diddy. Il 56enne deve scontare una condanna a 4 anni per trasporto a fini di prostituzione. Secondo quanto riportano i media americani il rapper sarebbe stato coinvolto in unarissa in carcerecon un altro detenuto. Il cantante è recluso nella prigione del New Jersey e in seguito all’evento è stato trasferito in isolamento.

Come riportaRepubblica, la rissa sarebbe nata da un diverbio, causato da una serie di insulti che l’altro detenuto avrebbe rivolto a Diddy. A quel punto sarebbero partiti le aggressioni verbali, prima di arrivare agli spintoni e probabilmente ai pugni. In seguito il personale del carcere è riuscito ad intervenire per sedare lo scontro. Per questo il produttore è statospostato in isolamento, ma al momento non è noto per quanto tempo dovrà restarci. Una brutta notizia per la difesa del cantante e del rapper stesso, che sperava in uno sconto di pena. La sua uscita dal carcere è prevista per il 2028, ma l’episodio avvenuto oggi potrebbe anche avere conseguenze sulla condanna.

P. Diddy, la grazia negata da Trump e il lungo processo

Sean Combs, in arte P. Diddy, ad inizio anno avevadomandato la graziaal presidente degli Stati Uniti,Donald Trump, che alNew York Timesaveva raccontato di aver ricevuto tale richiesta tramite una lettera. The Donald però ha declinato categoricamente la richiesta. “Ero suo amico, andavo molto d’accordo con lui e mi considerava una brava persona”, raccontava il tycoon al giornale, le cose però sono cambiate quando si è candidato: “Si è rivelato molto ostile. Non lo conoscevo a fondo”, aveva spiegato.

Il processo nei confronti del produttore è stato complesso ed è durato sette settimane. Alla fine la giuria federale di New York ha riconosciuto Sean Combs colpevole per i reati legati alla prostituzione, assolvendolo però dalle accuse più gravi per le quali rischiava l’ergastolo, come traffico sessuale ed associazione a delinquere. A fare scalpore durante il processo erano stati i cosiddetto “freak offs” ovvero incontri sessuali che, secondo l’accusa, avrebbero coinvolto anche le ex fidanzate. Quest’ultime hanno anche testimoniato sostenendo di essere state abusate fisicamente dall’imputato e di essere state costrette ad avere rapporti sessuali con altri uomini.

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