Orban fa leva su Trump: “Ho ottenuto un’esenzione sull’acquisto di petrolio russo”. L’ira di Zelensky

Da quanto si apprende, l'esenzione decisa da Trump avrebbe un valore annuale. Nel novembre 2026, quindi, scadrà a meno che non vi sia un rinnovo. "Siamo grati per questa decisione che garantisce la sicurezza energetica dell'Ungheria", ha scritto su X il ministro  degli Esteri ungherese Peter Szijjarto

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Il viaggio del presidente dell’Ungheria, Viktor Orban, negli Stati Uniti si è rivelato un successo. Poco dopo la sua partenza da Washington, la Casa Bianca ha annunciato che il presidente Donald Trump ha deciso di concedere a Budapest un’esenzione dal pagamento delle sanzioni sul petrolio russo. Una notizia fondamentale per l’Ungheria che, di fronte alla possibilità di essere punti per i suoi acquisti, si era trovata in una posizione piuttosto scomoda.

Lo stesso Orban, in visita in Italia per incontrare il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e Papa Leone XIV, aveva annunciato la sua volontà di volare negli Stati Uniti proprio per discutere le sanzioni con il titolare della Casa. Dopo un incontro piuttosto affettuoso, in cui Orban ha incassato non solo l’esenzione, ma anche l’endorsement di Trump nelle sue prossime elezioni e per il suolo in Europa, l’amministrazione Usa ha confermato quanto già vociferato ieri.

Poco prima dell’inizio del vertice, il presidente americano aveva ammesso ai giornalisti di star valutando una possibile esenzione solo per Budapest. Il Tycoon aveva infatti spiegato che l’Ungheria avrebbe affrontato alcune importanti difficoltà se privata del petrolio russo, in quanto avrebbe faticato a reperire altri combustibili da altri Paesi. Questo perché l’Ungheria non ha affacci sul mare.

Orban da Trump: i motivi dell’esenzione

L’Ungheria importa l’86% del suo petrolio dalla Russia, una quantità che è aumentata da quando Mosca ha lanciato la sua invasione dell’Ucraina nel 2022. L’improvviso stop alle importazioni, quindi, avrebbe potuto essere catastrofico. La compagnia di raffinazione petrolifera ungherese, la Mol Nyrt., avrebbe trovato un’alternativa con un oleodotto dalla Croazia. Ma Orban ha mantenuto il punto nel suo bilaterale con Trump, ricordandogli “quali sarebbero le conseguenze per il nostro popolo e per la nostra economia, se non ottenessimo petrolio e gas dalla Russia“.

Da quanto si apprende, l’esenzione decisa da Trump avrebbe un valore annuale. Nel novembre 2026, quindi, scadrà a meno che non vi sia un rinnovo. “Siamo grati per questa decisione che garantisce la sicurezza energetica dell’Ungheria“, ha scritto su X il ministro  degli Esteri ungherese Peter Szijjarto. Budapest, comunque, ha ricambiato la decisione americana impegnandosi ad acquistare 600 milioni di dollari di gas naturale liquefatto americano.

Zelensky: “Non permetteremo all’Ungheria di acquistare petrolio russo”

Sulla questione si è poi inserito anche il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, Il leader del Paese invaso aveva gioito con convinzione quando Trump aveva annunciato le sanzioni contro i Paesi che ancora acquistano petrolio russo. Ormai da mesi, Zelensky continua a ripetere l’importanza delle sanzioni nei confronti di Mosca, affinché la sua economia venga distrutta e venga quindi resa impossibilità a proseguire il conflitto.

L’esenzione per l’Ungheria, dunque, non è stata vista di buon occhio. Il leader di Kiev ha infatti ribadito che l’Ucraina non può permettere alla Russia di trarre profitto dalla vendita di petrolio all’Ungheria“. In un’intervista a Ukrainska Pravda, Zelensky ha sostenuto che si tratti di una “questione di tempo e posizione” che potrebbe costringere Kiev ad intervenire per fermare questo processo. Al momento, però, non è stato chiarito in che modo Kiev potrebbe occuparsi della situazione.

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