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Omicidio Reiner, il figlio sporco di sangue in un hotel all’indomani del delitto

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Come ogni giallo che si rispetti, le tessere mancanti al drammatico mosaico della morte di Rob Reiner e di sua moglie Michele, stanno pian piano vedendo la luce. A trovare la scorsa domenica i cadaveri dei coniugi, la minore dei tre figli. E proprio sulla prole, le indagini si sono focalizzate fin dall’inizio. Finito nel mirino degli inquirenti è però Nick, che è stato arrestato dopo poche ore e formalmente accusato come “responsabile” del duplice omicidio.

Tra gli ultimi aggiornamenti sulla tragica vicenda, sarebbe emersa una feroce lite proprio tra Rob e Nick consumatasi lo scorso sabato sera al party di Natale del comico Conan O’Brien, il presentatore degli Oscar. E Roc con sua moglie aveva lasciato anzitempo la festa. Insomma, un classico “dove eri la sera del 13 dicembre” che potrebbe averlo incastrato.

Ma a far puntare i fari su Nick è anche il suo passato. Dietro il duplice delitto, il dramma della droga. Da mesi, Michele si lamentava che lei e il marito “avevano tentato tutto” per fa uscire Nick dalle tossicodipendenze che lo avevano afferrato da adolescente. Più volte il 32enne era sprofondato nell’oblio finendo a vivere in strada tra i senzatetto. Poi, a tratti la violenza esplodeva, come quando, sequestrato in una guest house sotto l’effetto delle metanfetamine, aveva distrutto tutto quello che gli stava davanti.

Ebbene, fonti a conoscenza diretta riferiscono al sito statunitense TMZ, che Nick Reiner si è registrato in un hotel di Santa Monica domenica mattina nella prima mattinata dove ha lasciato quella che è stata definita come una scia di sangue. Il figlio del famoso regista si sarebbe registrato al The Pierside Santa Monica, intorno alle 4 della mattina, usando la sua carta di credito.

Il suo check-in è poi avvenuto poche ore dopo l’accesa discussione con il padre alla festa di Natale. La prenotazione era stata effettuata per un solo giorno, ma Nick non ha mai formalmente effettuato il check-out. Testimoni oculari che hanno visto Nick registrarsi dicono che sembrava “sotto shock“, ma non c’erano segni visibili di uno scontro violento come non c’erano macchie di sangue o tagli sul corpo. Ma, quando il personale dell’hotel è entrato nella sua stanza più tardi domenica mattina, avrebbe trovato in pessime condizioni in bagno: la doccia sembra fosse piena di sangue così come il letto.

La finestra della stanza invece era coperta di lenzuola. Gli investigatori della sezione rapine e omicidi della polizia di Los Angeles si sono recati in hotel lunedì per effettuare i rilievi, raccogliere prove e interrogare i dipendenti. Nick è stato infine rintracciato e arrestato a circa 32 chilometri di distanza, a Exposition Park, vicino al centro di Los Angeles.

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