La consegna dei premi Nobel di questa sera è improvvisamente divenuta un giallo. Secondo quanto si apprende non è chiaro se la vincitrice del premio per la pace, la dissidente venezuelana, Maria Corina Machado riuscirà a raggiungere in sicurezza la premiazione. Secondo sua sorella, la leader dell’opposizione “sta cercando di arrivare a Oslo” per ricevere la sua statuetta. La donna ha però dichiarato di non avere notizie certe sulla partenza della politica da Caracas.
Intanto, la conferenza stampa che Machado avrebbe dovuto tenere oggi all’Istituto Nobel è stata annullata. Questa evoluzione avrebbe messo ancora di più in dubbio la situazione. L’istituzione infatti non ha indicato i motivi dell’annullamento, limitandosi a comunicare che comunicherà il nuovo orario “con almeno due ore di anticipo“. La conferenza era attesa per questa mattina, ma già intorno alle 9:30 era giunta la notizia di un possibile rinvio, poi divenuto un annullamento.
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Inoltre, sembra che anche la conferenza stampa di domani sia in dubbio. Il portavoce dell’Istituto Nobel ha riferito che “Maria Corina Machado ci ha detto che era difficile per lei venire in Norvegia“, per poi aggiungere: “Speriamo che sia alla cerimonia“.
Machado non resterà in esilio dopo la consegna del Nobel
L’ex responsabile della campagna elettorale di Machado ha invece voluto mandare un messaggio chiaro, spiegando che la donna non resterà in esilio a seguito della consegna del Nobel. La dissidente è infatti ricercata nel suo Paese e al momento si trova in una posizione non conosciuta. “Come possiamo pensare che Maria Corina non tornerà e rimarrà in esilio? Non è possibile. Non la conoscete. È come dire a una madre che smetterà di amare i suoi figli“, ha spiegato Magalli Meda, considerata il braccio destro di Machado, in un video pubblicato su uno degli account della campagna elettorale dell’opposizione
“Lei farà quello che deve fare. Ed è ben consapevole che la sua forza deriva dalla fiducia che il Paese ha riposto in lei“, ha aggiunto con una certa convinzione. L’ultima apparizione pubblica della leader delle opposizioni venezuelano risale al 9 gennaio a Caracas, durante una manifestazione contro l’insediamento del presidente Nicolas Maduro per il suo terzo mandato, vinto in circostanze controverse. Il mese scorso, il Procuratore Generale del Venezuela ha dichiarato che sarebbe stata considerata una “fuggitiva” se avesse lasciato il Paese per ricevere il Premio Nobel.
A Oslo, invece, sono presenti alcuni leader dei Paesi del Sudamerica proprio per sostenere Machado. Tra questi si contano il presidente argentino, Javier Milei, e i leader di Panama, dell’Ecuador e del Paraguay, secondo quanto riportato dall’emittente di servizio pubblico norvegese Nrk.
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