Prosegue senza sosta la lotta per liberare la vincitrice del Nobel per la Pace 2023Narges Mohammadi, detenuta politica nelle carceri iraniane dove è condannata a scontare 18 anni per aver espresso pacificamente dissenso al regime e per essere attivista per i diritti umani e per la fine dell’oppressione delle donne nella Repubblica islamica.
Una lotta alla revoca completa della sua condanna che prende voce dal Comitato norvegese per il Nobel, in quanto l’attivista soffre di problemi cronici al cuore che necessitano continue cure. Al momento, dopo aver perso nei giorni scorsi conoscenza ed essere stata ricoverata in terapia intensiva in un ospedale di Zanjan,ha ottenuto la sospensione della pena. In una dichiarazione ufficiale, infatti, il Comitato sottolineava espressamenteche in assenza di cure mediche adeguatela vita di Mohammadi rimaneva in pericolo.
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E dagli ultimi aggiornamenti diramanti dai suoi stessi famigliari insieme alla Narges Foundation,l’avvocata è stata quindi trasferita in ambulanza al Paris Hospital di Teheran. Nella dichiarazione, inoltre, viene specificato che vi è la necessità di assicurarsi che “non torni mai più in prigione per scontare i 18 anni che restano della sua condanna”. Il suo trasferimento, come spiegato dall’avvocato dell’attivista iraniana su X, è stato deciso dopo una valutazione dell’Organizzazione di medicina legale iraniana che sostiene che l’attivista necessiti di cure specifiche al di fuori del carcere, seguita dal proprio team medico.
Nobel per la Pace, la richiesta di Madrid
A cogliere e sostenere la richiesta di liberare definitivamente Mohammadi è il ministro degli Esteri spagnolo,José Manuel Albaresche al Consiglio Affari esteri Ue a Bruxelles : “La sospensione della condanna deve trasformarsi in una revoca completa della stessa”, sottolineando che l’attivista “deve essere immediatamente libera”. Infatti, il ministro ha dichiarato che la scorsa settimana è stato convocato l’ambasciatore iraniano “al ministero degli Affari Esteri”.
Infine, ha aggiunto che l’avvocata “sta attualmente ricevendo cure mediche, come richiesto dalla Spagna” e, rivolgendosi direttamente alle autorità iraniane, Albares ha detto che “questa è la strada, Mohammadi deve ricevere queste cure mediche e la sospensione della sua condanna deve trasformarsi in una revoca completa della stessa”.
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