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Netanyahu: ‘Con Trump solo divergenze tattiche’, ma in Libano continua l’escalation

Netanyahu ridimensiona le indiscrezioni su una crisi con Trump e rivendica la sintonia strategica con gli Usa. Intanto in Libano proseguono i raid israeliani, Hezbollah rilancia gli attacchi e gli Stati Uniti tentano una mediazione diplomatica

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Il leader israelianoBenjamin Netanyahuprova a raffreddare le voci di una frattura con il presidente americanoDonald Trumpsul dossier iraniano. In un’intervista aCNBC, il premier israeliano ha spiegato che tra lui e il presidente statunitense possono emergere “disaccordi tattici” ma non divergenze sostanziali sugli obiettivi strategici.

A volte abbiamo, come accade nelle migliori famiglie, questi disaccordi tattici. Matroviamo sempre il modo di appianarli“, ha dichiarato Netanyahu, sottolineando come entrambi condividano lapriorità di impedire all’Iran di dotarsi di un’arma nucleare e di rappresentare una minaccia per Israele.

Il leader israeliano ha inoltresmentito l’idea di una crisi nei rapporti con Trump, commentando le indiscrezioni circolate negli ultimi giorni su una presunta telefonata particolarmente accesa tra i due: “Non entrerò nei dettagli delle nostre conversazioni. Se pensate che questa sia una crisi, avreste dovuto assistere ad altre conversazioni“, ha affermato, aggiungendo di parlare con Trump “ogni due giorni” e di condividere con lui “obiettivi comuni“.

Le dichiarazioni arrivano dopo le rivelazioni pubblicate daAxios, secondo cui il presidente americano avrebbeduramente rimproverato Netanyahu per la gestione del conflitto, accusando il governo israeliano di aver reagito in modo sproporzionato agli attacchi di Hezbollah. Secondo la ricostruzione, Trump avrebbe invitato il premier aevitare ulteriori escalationinLibano.

Libano, almeno 17 morti nelle ultime 12 ore

Mentre sul piano diplomatico si cerca di mantenere aperto il dialogo, sul terreno la situazione continua a deteriorarsi. Secondo il ministero della Salute libanese e i media locali, almeno17 persone sono state uccise nelle ultime 12 orein una serie di attacchi israeliani nel sud del Libano.

Il bilancio iniziale parlava di sette vittime e 48 feriti durante la notte ma nelle ore successive il numero dei morti è aumentato. Tra gli episodi più gravi figurano i bombardamenti che hanno colpito diverse località dei distretti diTiro, Nabatiye e Bint Jbeil.

ABurj ash Shamali,nei pressi di Tiro, sono morte due persone, tra cui un bambino, mentre 32 persone sono rimaste ferite. AEbba, nel distretto di Nabatiye, si registrano tre vittime e cinque feriti. Particolarmente grave anche il bombardamento dell’ospedale diTebnin, che avrebbe provocato undici feriti tra pazienti e personale sanitario, oltre a ingenti danni alla struttura.

Hezbollah rivendica 13 attacchi

Dal canto suo, Hezbollah ha dichiarato di aver condotto 13 operazioni contro le forze israeliane presenti nel sud del Libano. Nelle ultime ore raid e attacchi con droni hanno interessato diverse aree del Paese, tra cuiBazuriye, Qana, Arzun, Srifa, Kfartebnit, Deir Zahrani, Tebnin e Khiam.Secondo fonti locali, le forze israeliane avrebbero inoltre proseguito le demolizioni di edifici in alcune località del sud del Libano, tra cuiDebbin, Blat e Khiam.

L’emittente Al Jazeera riferisce inoltre che l’artiglieria israeliana avrebbe colpito la città di Blat, nel distretto di Marjayoun, mentre una forte esplosione sarebbe stata avvertita nella vicina Dibbine.

I tentativi di mediazione degli Stati Uniti

Sul fronte diplomatico proseguono i tentativi di mediazione. Il Dipartimento di Stato americano ha annunciato unnuovo round di colloqui tra Israele e Libanoin programma oggi a Washington.

Secondo il portavoce del Dipartimento, dopo il quarto ciclo di incontri diretti tenutosi martedì sarebbero stati registratiprogressisia sul pianopoliticosia su quello dellasicurezza. L’obiettivo dichiarato dagli Stati Uniti è arrivare a unaccordo complessivo che garantisca la sovranità del Libano e la sicurezza di Israele.

La guerra in Libano resta strettamente legata al confronto più ampio tra Israele eIran. Secondo ilWall Street Journal, Teheran starebbe cercando di spingere Washington acontenere le operazioni israeliane per preservare il ruolo di Hezbollah nei futuri equilibri regionali.Un elemento che confermerebbe la volontà americana di mantenere aperto il canale negoziale con la Repubblica islamica.

Netanyahu: “Stiamo combattendo anche per l’Occidente”

Nel corso dell’intervista a CNBC, Netanyahu ha ribadito che Israele starebbe combattendo una battaglia che riguarda non solo il proprio futuro ma anche quello delledemocrazie occidentali. “Ci troviamo di fronte a un nemico che vuole distruggere il nostro Paese, il vostro Paese e diffondere il terrorismo nel mondo. Quando combattiamo l’Iran e i suoi alleati non stiamo combattendo solo la nostra guerra ma anche la vostra e quella dell’Europa“, ha dichiarato.

Il premier israeliano ha inoltre criticato alcunileader europei,tra cui il presidente franceseEmmanuel Macron,accusandoli di non sostenere con sufficiente decisione Israele: “Il modo in cui alcuni leader europei assecondano leminoranze islamicheradicali nei propri Paesi èvergognoso“, ha affermato.

Una guerra che si allarga oltre i confini

Nonostante gli sforzi diplomatici e i tentativi di rassicurare sull’asseWashington-Tel Aviv,il conflitto continua a estendersi su più fronti. Da una parte proseguono gli scontri traIsraele e Hezbollah in Libano, dall’altra resta aperta la partita conl’Iran. In questo contesto, il rapporto traNetanyahu e Trump appare ancora saldo sul piano strategico.

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