Il Primo Ministro israelianoBenjamin Netanyahuha convocato una serie di riunioni politiche e di sicurezza dopo le tensioni degli ultimi giorni con gli USA, legate alla creazione delBoard of peaceper il futuro della Striscia di Gaza.
I dettagli della riunione
Secondo quanto riferito dai media israeliani, il premier israeliano ha riunito i ministri per il consueto incontro settimanale del governo, dopo aver incontrato i leader dei partiti della coalizione. In serata, invece, è prevista una consultazione sulla sicurezza, a cui parteciperà un ristretto numero di suoi consiglieri:sul tavolo la questione Gaza e gli sviluppi sul dossier Iran.
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Le riunioni arrivano dopo la dura presa di posizione di Israele contro la composizione delboard esecutivo di Gaza, un organismo consultivo che entra nel più ampio piano di pace presieduto e fortemente voluto dal presidente americanoDonald Trump. Ilboard della paceprevedei 20 punti per porre fine alle ostilità nella Striscia,con un progetto per ilfuturo di Gaza. All’interno del comitato esecutivo, però, figurano tra gli altri,il ministro degli esteri turco Hakan Fidaneildiplomatico qatariota Ali Al-Thawadi, in rappresentanza dei loro rispettivi paesi. È stato proprio questo a destabilizzare Netanyahu, che considera Turchia e Qatar due paesi fortemente in contrasto con Israele.
Sabato sera è quindi arrivato l’annuncio da parte dell’ufficio di Netanyahu, rivolto direttamente agli Stati Uniti.L’accordo sulla composizione delboard“non è stato coordinato con Israele ed è contrario alla sua politica“, annunciando inoltre, di aver incaricato il ministro degli Esteri israeliano di contattare il segretario di Stato USA per avere chiarimenti in merito. Tel Aviv ribadisce con forza l’opposizione a qualunque ruolo da parte della Turchia nella gestione della Striscia, anche alla luce del deterioramento dei rapporti tra i due Stati dall’inizio del conflitto nell’ottobre del 2023.
La risposta di Washington
Da parte sua, Washington non indietreggia e continua la sua politica sopraffattoria. Secondo fonti citate da Axios,gli Stati Uniti intendono andare avanti nonostante le obiezionidel primo ministro israeliano. “Gaza è il nostro show, non il suo” avrebbero affermato funzionari americani, sottolineando quanto il premier israeliano “non abbia voce in capitolo” sulla formazione delboard. Le stesse fonti invitano Tel Aviv ad occuparsi dell’Iran, lasciando alla Casa Bianca la gestione della delicata situazione a Gaza.
Intanto, secondo il media israelianoYnet, il tycoon avrebbe invitato lo stesso Netanyahu a entrare a far parte delboard of peace. Un’ipotesi che si inserisce in un quadro diplomatico e geopolitico sempre più teso: tra alleati storici e nemici di vecchia data, tutti gli Stati coinvolti dovranno confrontarsi per riuscire a risolvere uno dei dossier più delicati nella storia del Medio Oriente.
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