“La Germania si assume le proprieresponsabilità di leadership.È chiaro: man mano che le capacità europee aumentano, anche i compiti all’interno dell’Alleanza devono cambiare“. A dirlo in modo fermo e tranchant è il ministro degli Esteri tedescoJohann Wadephulprima di un incontro con i suoi omologhi dei Paesi membri dellaNatoa Helsingborg, alla luce delridimensionamento delle truppe Usa in Europa.
“La prospettiva è una nuova ripartizione degli oneri che corrisponda al potenziale economico e militare della Germania e dell’Europa“, ha aggiunto, specificando che Berlino vuole raggiungere il più rapidamente possibile l’obiettivo di investire il 5% del Prodotto Interno Lordo annuo in spese relative alla difesa.
Leggi Anche
Il dibattito sulla difesa europea
Negli ultimi mesi, sotto la spinta delle sempre maggiori critiche del presidente statunitenseDonald Trump nei confronti degli alleati europei, il dibattito intorno ad unmaggiore protagonismo del Vecchio Continente all’interno della Natoha subito un’accelerazione. Il segretario generaleMark Rutteha infatti affermato che l’Alleanza sarà“sempre più guidata dagli europei“, mentre diversi leader hanno evidenziato la necessità di assumersi maggiori responsabilità in materia di difesa. “Il trasferimento degli oneri dagli Stati Uniti all’Europa è già in corso e continuerà“, ha dichiarato il presidente finlandese Alexander Stubb, grande sostenitore del progetto.
La svolta decisiva è però arrivata dalla Germaniache, da Paese storicamenteriluttantea mettere in discussione il ruolo americano come garante della sicurezza europea, ha rivisto la propria posizione, aprendo la strada a un consenso più ampio tra partner come Regno Unito, Francia, Polonia, Paesi nordici e Canada. L’obiettivo condiviso èrafforzare il contributo europeo all’interno della Nato, mantenendo al contempo il legame transatlantico.
Le principali sfide per l’Europa
Tra le principali sfide operative che i paesi del Vecchio Continente si troveranno ad affrontare figurano la gestione dei sistemi di difesa aerea e missilistica, la logistica, i corridoi di rinforzo verso l’Europa orientale e soprattutto la conduzione delle esercitazioni militari, oggi largamente sotto la guida di Washington. Parallelamente, gli europei puntano a rafforzare la produzione industriale nei settori in cui il divario con gli Stati Uniti resta significativo, come le capacità spaziali e di ricognizione, il rifornimento in volo e la mobilità aerea. In questa cornice si inserisce anche il progetto congiunto annunciato da Germania e Regno Unito per lo sviluppo di missili da crociera stealth e armi ipersoniche.
Tuttavia, resta cruciale il nodo della deterrenza nucleare e dell’intelligence strategica, ambiti nei quali l’Europa continua a dipendere in larga misura dall’alleato d’oltreoceano. Francia e Regno Unito sono sotto pressione per rafforzare il proprio ruolo, mentre si è aperto un dibattito sensibile sulla possibile estensione della deterrenza nucleare francese ad altri Paesi del continente, inclusa proprio laGermania.
© Riproduzione riservata













