È morta a 94 anni la principessa Astrid di Norvegia, sorella maggiore del defunto re Harald V. L’annuncio è stato dato venerdì 11 settembre dal Palazzo reale norvegese. La sua scomparsa arriva appena due settimane dopo quella del fratello, morto il 28 agosto all’età di 89 anni dopo oltre 35 anni sul trono. Astrid aveva partecipato il 9 settembre ai funerali di Stato di Harald a Oslo, in quella che è stata la sua ultima apparizione pubblica.
Con la morte di Astrid si chiude una pagina della storia della famiglia reale norvegese. Era infatti l’ultima dei tre figli di re Olav V e della principessa ereditaria Märtha, dopo la morte della sorella maggiore Ragnhild nel 2012 e quella del fratello Harald nel 2026. La principessa era nata il 12 febbraio 1932 e aveva trascorso l’infanzia a Skaugum, insieme ai fratelli.
L’infanzia e gli anni della guerra
La sua vita fu segnata fin dall’infanzia dagli eventi della storia europea. Durante la Seconda guerra mondiale, Astrid trascorse cinque anni in esilio insieme alla famiglia reale. Al ritorno in Norvegia frequentò la Nissen Girls’ School, dove completò gli studi superiori nel 1950. Successivamente studiò economia e storia politica per due anni all’Università di Oxford, prima di dedicarsi anche ad attività più legate alle sue passioni personali, tra cui la sartoria, la cucina, la ceramica e l’artigianato.
La morte della madre, la principessa Märtha, nell’aprile del 1954 cambiò profondamente il suo ruolo all’interno della monarchia. A soli 22 anni Astrid assunse infatti l’incarico di First Lady di Norvegia, diventando una figura centrale nella rappresentanza della famiglia reale. Per anni accompagnò il padre, re Olav V, negli impegni ufficiali e nei viaggi attraverso il Paese, contribuendo a rafforzare il rapporto tra la monarchia e la popolazione.
Fu particolarmente coinvolta nelle attività benefiche. Tra i suoi principali impegni ci fu il Crown Princess Märtha’s Memorial Fund, dedicato alla memoria della madre. Astrid sostenne inoltre numerose organizzazioni impegnate nel sociale, nella salute, nella tutela delle persone con disabilità e nell’inclusione. La Casa reale ricorda in particolare la sua attenzione verso le persone più vulnerabili e verso chi rischiava di rimanere ai margini della società.
Il matrimonio e la famiglia della principessa Astrid
Nel 1961 Astrid sposò Johan Martin Ferner nella chiesa di Asker. Il matrimonio comportò un cambiamento nella sua posizione formale: da quel momento fu conosciuta come principessa Astrid, signora Ferner. La coppia ebbe cinque figli e, dopo il matrimonio, la principessa ridusse parte dei suoi impegni di rappresentanza, pur continuando a svolgere attività ufficiali e a occuparsi delle organizzazioni alle quali era legata.
Nel 1968, con il matrimonio del fratello Harald con Sonja Haraldsen, il ruolo di First Lady passò alla nuova principessa ereditaria Sonja. Astrid continuò tuttavia a rappresentare la famiglia reale in numerose occasioni, mantenendo per decenni un ruolo attivo nella vita pubblica norvegese. Il suo impegno non si limitò alle cerimonie ufficiali: tra le organizzazioni da lei sostenute figuravano associazioni dedicate alla salute, alla disabilità, alla dislessia, alla cultura, alla musica e al volontariato.
L’ultimo saluto al fratello
Negli ultimi anni le sue apparizioni pubbliche erano diventate sempre più rare. La sua ultima presenza è stata però particolarmente significativa: il 9 settembre Astrid, già in sedia a rotelle, ha partecipato ai funerali del fratello Harald a Oslo. Due giorni dopo, la notizia della sua morte ha aggiunto un nuovo lutto a una famiglia reale già profondamente colpita. Il nuovo sovrano, re Haakon VIII, figlio di Harald, ha ricordato la zia sottolineandone il lungo e fedele servizio alla Casa reale.
La principessa Astrid lascia così una monarchia profondamente cambiata rispetto a quella della sua giovinezza. Dalla guerra all’esilio, dai primi anni della ricostruzione norvegese fino alla monarchia contemporanea, ha attraversato più di novant’anni di storia del Paese, mantenendo per decenni un ruolo discreto ma costante al servizio della Corona e della società norvegese.
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