Minneapolis, ICE spara e uccide una 37enne: dubbi sulla dinamica, scoppiano proteste in tutti gli Usa

A far discutere sono state le dichiarazioni della ministra della sicurezza interna, Kristi Noem, secondo cui la vittima avrebbe "pedinato" gli agenti impegnati nelle operazioni di arresto dei clandestini di Minneapolis. Noem ha detto che l'agente che ha sparato ha "messo in pratica il proprio addestramento per salvare la propria vita e quella dei suoi colleghi"

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C’è grande tensione negli Stati Uniti, dopo che ieri a Minneapolis una donna di 37 anni è stata uccisa da un agente dell’ICE, l’agenzia federale che si occupa di controllare la presenza di clandestini sul territorio americano. Una sparatoria in piena regola, avvenuta secondo una dinamica non ancora del tutto accertata. Il Dipartimento per la difesa interna ha sostenuto che la vittima avesse tentato di speronare gli agenti con il suo veicolo, mentre un video che circola sul web mostrerebbe una serie di eventi ben diversi.

La donna si trova su un Suv, circondata da agenti che le intimano di fermarsi e scendere dal veicolo. Lei, invece, slitta e riparte. Poi, i tre colpi di arma da fuoco e il mezzo si schianta contro una altro veicolo. Subito dopo, un medico presente sulla scena cerca di raggiungere la donna, ma viene fermato dagli agenti. La donna che ha perso la vita sarebbe Renee Nicole Good e la sua morte ha innescato una serie di proteste nel Paese.

Minneapolis, le proteste dopo la sparatoria

Già ieri sera, a Minneapolis, diverse migliaia di persone si sono radunate  sul luogo della tragedia per rendere omaggio alla vittima. Poi in diverse città, tra cui Chicago, New York, Detroit e San Francisco hanno visto migliaia di cittadini scendere in strada per manifestare. A Detroit, decine di persone si sono radunate davanti all’edificio  dell’ICE in Michigan Avenue, nel centro della città, per protestare contro gli agenti.

La protesta è stata organizzata dal Comité de Acción Comunitaria, il Comitato d’Azione Comunitaria di Detroit. L’organizzatrice principale, Kassandra Rodriguez, ha denunciato “l’abuso di potere” che questi agenti continuerebbero a perpetrare in giro per il Paese. A New York, i dimostranti hanno riempito Foley Square per quella che gli organizzatori hanno definito una manifestazione di emergenza in risposta all’incidente di Minneapolis, per poi marciare fino al 26 di Federal Plaza, la sede centrale del Dipartimento della Sicurezza Interna. I manifestanti hanno urlato il nome della vittima.

I partecipanti si sono radunati anche davanti all’edificio dell’Ice nel centro di San Francisco, dove i relatori di varie organizzazioni, tra cui Indivisible Sf, si sono alternati nel condividere il loro messaggio di  fronte alla folla. Le proteste sembrano ricordare quelle messe in atto per George Floyd, ucciso nel 2020 da un’agente bianco. Il timore è che nelle prossime ore il movimento a favore di Renee Nicole Good possa assumere dimensioni ancora maggiori.

Per questioni di sicurezza, dopo la sparatoria sono state chiuse le scuole della città per il resto della settimana. Inoltre, sono stati annullati anche altri eventi e attività sportive organizzati all’interno degli istituti scolastici.

Minneapolis, scontro politico sulla morte di Renee Nicole Good

Intanto, anche la politica si è divisa su quanto accaduto in Minnesota. Secondo l’amministrazione Trump, la vittima avrebbe tentato di investire uccidere degli agenti di polizia con la sua  auto. “Lei si è comportata in modo orribile, e poi lo ha investito, non ha tentato di investirlo“, ha dichiarato ieri Donald Trump, parlando della vittima e giustificando l’azione dell’ICE.

A far discutere sono state anche le dichiarazioni della ministra della sicurezza interna, Kristi Noem, secondo cui Good avrebbe “pedinato” gli agenti impegnati nelle operazioni di arresto dei clandestini di Minneapolis. Noem ha detto che l’agente che ha sparato ha “messo in pratica il proprio addestramento per salvare la propria vita e quella dei suoi colleghi“. La ministra ha aggiunto che quello stesso agente era già stato coinvolto in un episodio separato, a giugno, durante il quale era stato speronato e trascinato.

Inoltre, Noem ha sostenuto di voler chiedere ministero della Giustizia di processare come terrorismo domestico l’uso di veicoli per bloccare operazioni di controllo dell’immigrazione e ha spiegato che qualunque agente dell’ICE può sparare su qualcuno che minaccia agenti con veicoli mortali, auto comprese. Dichiarazioni che non sono affatto piaciute al sindaco di Minneapolis, Jacob Frey, il quale ha sostenuto che si tratti di vere e proprie “cavolate“. Il primo cittadino ha poi invitato gli agenti dell’ICE ad abbandonare la città il prima possibile.

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