Minneapolis, liberato il bimbo di 5 anni arrestato dall’Ice insieme al padre

Liam Conejos Ramos e suo padre Adrian erano stati fermati dall’Ice all’uscita dell'asilo e poi trasportati in Texas per essere rinchiusi in un centro per migranti. Oggi un giudice ne ha ordinato la scarcerazione e i due sono tornati a casa in Minnesota

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Una flebile luce nel buio della violenza imperante. Mentre a Minneapolis non si fermano le proteste contro le politiche anti-migratorie messe in atto dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, la Cnn e i media locali riportano il lieto fine di una storia che aveva tenuto col fiato sospeso il mondo intero.

Liam, il bimbo di cinque anni arrestato oltre una settimana fa dall’Ice insieme al padre a Minneapolise subito condotto in un centro per migranti a Dilley, in Texas è stato rilasciato ed è tornato a casa in Minnesota. Lo ha comunicato l’ufficio del deputato texano democratico Joaquin Castro tramite la sua portavoce Katherine Schneider, rendendo nota la decisione di un giudice federale che ha ordinato l’immediata scarcerazione dei due.

La vicenda del piccolo di Minneapolis

Padre e figlio erano stati arrestati lo scorso 20 gennaio in un sobborgo di Minneapolis, mentre la città ribolliva delle proteste contro Trump e l’Ice, evento che aveva immediatamente suscitato polemiche e indignazione per la giovane età di Liam. Le immagini del bimbo impaurito, con indosso un cappellino da coniglio blu e uno zaino di Spider-Man, circondato dagli agenti dell’immigrazione avevano rapidamente fatto il giro del mondo, divenendo il simbolo più brutale e insensato della repressione portata avanti dall’amministrazione Trump contro i manifestanti di Minneapolis.

Le accuse e la ricostruzione

Stando a quanto riferito da vicini e funzionari scolastici sull’arresto di padre e figlio, gli agenti federali dell’immigrazione avrebbero messo in piedi uno stratagemma ed usato il bambino come “esca” dicendogli di bussare alla porta di casa sua in modo fosse la madre ad aprire. Stizzita la risposta del dipartimento della Sicurezza nazionale, che ha risposto alle accuse definendo questa ricostruzione degli eventi una “menzogna abietta”.

Secondo ai dati del governo statunitense Liam e il padre, Adrian Conejo Arias, originari dell’Ecuador, sarebbero entrati illegalmente negli Usa a dicembre del 2024. L’avvocato assunto della famiglia sostiene invece che Arias abbia presentato una richiesta di asilo in sospeso che gli consentirebbe di rimanere sul territorio del paese.

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