Arriva dal Minnesota la notizia di un episodio sconvolgente: nel pomeriggio di martedì 20 gennaio, Liam, un bambino di 5 anni, è stato fermato e usato come esca dagli agenti dell’ICE, l’Agenzia federale anti-immigrazione del Dipartimento di Stato Usa. Liam Ramos e suo padre stavano rientrando a casa dall’asilo quando davanti al vialetto di casa, il bambino viene indotto a scendere dall’auto e portato fino alla porta di casa dagli agenti armati. L’obiettivo era verificare la presenza di altre persone in casa e fermare il genitore.
A verifica effettuata, padre e figlio sono stati trasferiti in un centro di detenzione a San Antonio, in Texas, sotto la custodia dell’autorità per la Sicurezza Nazionale. Quello di Liam non è stato l’unico caso in cui un bambino è diventato un esca umana. Nell’ultimo mese gli agenti dell’ICE hanno arrestato anche altri tre ragazzi dello stesso distretto scolastico.
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L’ICE ha scosso un’intera comunità
L’azione intimidatoria degli agenti armati ha destato la preoccupazione di insegnanti e famiglie del distretto scolastico di Columbia Heights. Zena Stenvik, la sovrintendente distrettuale, ha affermato che “il senso di sicurezza nella nostra comunità e intorno alle nostre scuole è stato scosso e i nostri cuori sono spezzati“, senza nascondere l’inquietudine dilagante.
I bambini rappresentano il centro più sensibile di ogni comunità, per cui ogni evento che li riguarda tende ad assumere un importanza plateale. Anche quando l’obiettivo è un adulto, il coinvolgimento di minori apre una questione molto più complessa. Tra le principali preoccupazioni ci sono l’impatto psicologico, la perdita del senso di sicurezza, il dolore e una percezione diffusa di frattura.
L’indignazione e la paura non fermerà l’azione
L’autorità per l’immigrazione non ha rilasciato alcuna dichiarazione in merito a questi arresti. Ciò che si sa per certo è che l’indignazione non sembra destinata a produrre alcun cambio di rotta. L’obiettivo dell’ICE è quello di trovare e fermare persone senza documenti e con precedenti penali e nulla impedirà il raggiungimento di questo scopo.
I fatti sembrano raccontare un approccio che rischia di accentuare la distanza tra istituzioni e territorio, lasciando aperta un ferita difficile da guarire.
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