Metsola: «Guerra di Putin fallimento della nostra memoria»

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La Russia continua a parlare di “operazione speciale” che sta procedendo bene per il presidente Putin. Il portavoce del Cremlino Peskov afferma che non c’è una data ipotetica per la fine dell’offensiva russa. Dunque, la guerra potrebbe ancora durare a lungo

L’invasione russa sull’Ucraina possiamo definirla un ‘fallimento’ per la nostra idea di democrazia, così l’ha definita la presidente del parlamento europeo Roberta Metsola che durante un intervento alla conferenza Jacques Delors afferma: «La guerra di Putin all’Ucraina è un fallimento della nostra memoria. Siamo cresciuti in un’Europa libera e abbiamo dimenticato che ci sono individui ai nostri confini che pensano che non dovrebbe esserci una democrazia». La conferenza annuale si è tenuta quest’anno a Parigi e tra i temi trattati non è mancato uno spazio sulla guerra dato che parliamo di un convegno con l’obiettivo di aprire uno spazio di dialogo tra personalità europee e i giovani affinché questi ultimi possano esprimere cosa si aspettano e quali siano le loro ambizioni in merito al progetto europeo, anche alla luce di quello che sta accadendo in Ucraina.

Mosca: l’operazione speciale sta procedendo secondo i piani

Intanto Mosca si ritiene soddisfatta per come la guerra si stia evolvendo in Ucraina. Il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov afferma: «Ci stiamo concentrando sulle dichiarazioni del nostro presidente secondo cui l’operazione militare speciale sta procedendo secondo i piani raggiungendo i suoi obiettivi». La notizia è stata diffusa dall’agenzia di stampa russa La Tass. I giornalisti, inoltre, hanno chiesto a Peskov se ci fosse una data ipotetica per la fine dell’offensiva russa ma il portavoce del Cremlino ha risposto di no.

Dunque, è sempre più difficile ipotizzare la fine della guerra. Anche il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky più volte ha riferito che la pace sarà possibile solamente quando la Russia si ritirerà dai territori ucraini. Proprio Zelensky ieri ha auspicato la fine delle ostilità almeno entro il 2022. In risposta a tale richiesta, il portavoce Peskov afferma: «La guerra in Ucraina può finire prima della fine della giornata odierna se Kiev ordina alle sue unità nazionaliste di deporre le armi». Ancora una volta Kiev e Mosca viaggiano su binari opposti per quanto riguarda il cessare il fuoco. E la loro idea di pace continua a non combaciare affatto. Bisogna comunque sempre ricordare che c’è un paese invaso e un paese invasore. Le richieste di Kiev per arrivare alla tregua sono legittime, quelle di Mosca no.

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