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Mercosur e Ue trovano l’intesa, ora l’approvazione a Bruxelles: la sfida ai dazi di Trump

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Mentre ad Asuncion, Unione europea e Mercosur trovano l’intesa commerciale dopo 25 anni di negoziati, molti agricoltori sono già sul piede di guerra e annunciano nuovi blocchi in mezza Europa. Ebbene, quello che sarebbe uno de più importanti accordi commerciali al mondo, vede la contrarietà anche di diversi Paesi che richiedono maggiori garanzie per gli agricoltori.

Come Francia, Ungheria, Polonia, Austria e Irlanda, le organizzazioni agricolo europee temono una forte concorrenza per alcuni prodotti, come il pollame, la carne bovina, lo zucchero e il riso. Al contempo, però, ci sono anche molte organizzazioni favorevoli all’accordo, non solo nei settori manifatturieri, ma anche nell’agroalimentare, in particolare i produttori di vino e di prodotti Igp, che vengono fortemente tutelati.

Ma, prima di essere approvato, l’accordo dovrà affrontare il voto del Parlamento europeo, dove permangono le forti incognite e il camino per la ratifica potrebbe durare mesi. In ogni caso, per superare le obiezioni, la Commissione ha introdotto importanti salvaguardie che sono state rafforzate nelle ultime settimane, per ottenere il via libero dell’Italia al Consiglio Ue. Nello specifico, è stato istituito il fondo di compensazione di 6,3 miliardi per i produttori danneggiati.

In questa cornice, esiste anche una sorta di speciale salvaguardia che permette di tornare a dazi precedenti per tutelare i settori minacciati da un eccesso di export. Quindi, se l’import dei prodotti maggiormente esposti alla concorrenza dei Paesi Mercosur aumenta del 5% o i prezzi calano di oltre il 5%, scatterà nell’immediato un’indagine Ue, e ritorneranno in vigore i dazi preesistenti al trattato.

Inoltre, sono state costruite anche altre tutele per gli agricoltori europei contro il dumping. In sostanza, si prevede un limite massimo alla quantità di prodotti importanti dal Mercosur che beneficiano di tariffe più basse per la carne bovina, quella suina e il pollame.

Si tratta, di fatto, di un’intesa, lungo l’asse Bruxelles-Brasilia-Buenos Aires, che ha anche assunto esplicitamente un significato geopolitico di chiara sfida alle scelte protezionistiche inforcate dal presidente a stelle e strisce Donald Trump.

Una posizione messa in risalto dalle parole durissime del presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che pur non citando direttamente l’inquilino della Casa Bianca, che ha descritto il valore perfino morale dell’intesa: “Questo accordo invia un segnale forte al mondo. Riflette una scelta chiara e deliberata. Preferiamo il commercio equo ai dazi doganali“. Insomma, per la commissaria tedesca la firma dell’intesa creerà “la più grande zona di libero scambio al mondo, un mercato che vale quasi il 20% del Pil globale, con opportunità incalcolabili ai nostri 700 milioni di cittadini”. Von der Leyen, in sostanza, ha posto l’accento sul fatto che l’Ue non è disposta ad avere un peso economico di secondo piano, schiacciata dai colossi Usa e Cina.

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