Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha accolto oggi a Palazzo Chigi il presidente dell’Autorità nazionale palestinese, Abu Mazen. Dopo un caloroso abbraccio, i due leader hanno avuto un colloquio privato che sarebbe durato circa un’ora. Nel corso del vertice, che si inserisce nella complessa situazione della tregua tra Israele e Hamas, sono stati affrontati una serie di temi fondamentali.
Un incontro che ha seguito a distanza di poche ore quello tra il leader palestinese e il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Nel corso di questo primo vertice, Abu Mazen ha sostenuto che il suo Paese rimane “contrario alla guerra, all’odio e al terrorismo“, mentre desidera continuare a vivere nel proprio territorio, al fianco di Israele.
Leggi Anche
Il presidente dell’Anp ha quindi ricordato come la Palestina abbia riconosciuto lo Stato ebraico prima nel 1988 e poi nel 1993 con gli accordi di Oslo. “Ora anche Israele deve riconoscere a sua volta il nostro Stato e il nostro territorio“, ha sostenuto Abu Mazen, il quale ha poi chiarito che, una volta che sarà raggiunta la pace in Israele, allora si procederà anche ad un colloquio con altri Paesi arabi affinché riconoscano lo Stato di Israele.
L’incontro tra Giorgia Meloni e Abu Mazen
Come spiega una nota di Palazzo Chigi. il premier ha ribadito il bisogno di consolidare il cessate il fuoco e di avviare la stabilizzazione e la ricostruzione di Gaza, nello specifico procedendo “rapidamente con la piena attuazione del Piano di Pace del Presidente Donald Trump, anche attraverso il disarmo di Hamas che non potrà avere alcun ruolo nel futuro del popolo“. Il presidente dell’Anp ha invece invitato ancora una volta l’Italia a procedere con il riconoscimento dello Stato di Palestina.
Abu Mazen ha infatti spiegato che solamente in questo modo sarà possibile “proteggere la soluzione dei due Stati, sistematicamente minata dalle politiche israeliane” e raggiungere una pace che rispetti la legittimità internazionale e l’Iniziativa di Pace Araba. Inoltre, il riconoscimento garantirebbe l’indipendenza della Palestina lungo i confini del 4 giugno 1967, con Gerusalemme Est come capitale.
Il leader palestinese ha comunque riconosciuto il ruolo cruciale svolto dal nostro Paese nel rafforzamento della sicurezza a Gaza, così come nella sua ricostruzione. In questo senso, però, Abu Mazen ha voluto anche ricordare le “gravi sfide economiche e finanziarie che lo Stato di Palestina si trova ad affrontare“. Il presidente ha sostenuto che queste deriverebbero dal continuo trattenimento delle entrate fiscali palestinesi da parte di Israele, che ha soffocato l’economia palestinese e indebolito le istituzioni statali.
Di fronte a questi temi, Meloni ha innanzitutto ribadito la necessità di continuare ad assistere la popolazione palestinese a livello umanitario, anche attraverso l’iniziativa Food for Gaza, le evacuazione mediche e il corridoio universitario. Inoltre, un ruolo cruciale sarà svolto dall’Italia con la formazione delle forze di polizia palestinesi e nel sostegno al processo di riforma all’Anp.
Inoltre, il premier ha confermato che il governo italiano sta lavorando, sulla base delle priorità che sono state elencate dall’Anp, ad un pacchetto di aiuti umanitari e per la ricostruzione da presentare alla Conferenza su Gaza che l’Egitto intende convocare.
© Riproduzione riservata


