Antichi Telai 1894

Meloni dice no al Mercosur: l’accordo ottiene il via libera Ue, ma l’Italia vota in ordine sparso

Abbiamo sostenuto con convinzione la posizione negoziale del Parlamento Europeo sulla Clausola di salvaguardia bilaterale dell'Accordo di Partenariato UE-Mercosur per i prodotti agricoli", ha sostenuto in una nota la delegazione degli Eurodeputati Pd al Parlamento Europeo, chiedendo che il partito di Giorgia Meloni abbandoni tutte le ambiguità

4 Min di lettura

Arriva il dietrofront di Giorgia Meloni sull’accordo Mercosur, ovvero il partenariato economico e politico che l’Ue ha intenzione di stipulare con l’America del Sud per rendere più semplice il commercio con i Paesi interessati. Un tentativo, insomma, di aprire le porte a nuovi alleati commerciali, al fine di creare dipendenze esclusive per l’importazione e l’esportazione di merci.

Nel corso del voto alla Plenaria del Parlamento europeo, gli eurodeputati della delegazione di Fratelli d’Italia si sono astenuti nella votazione sulle clausole di salvaguardia bilaterali. Una scelta che ancora una volta porta il premier in una situazione di ambiguità. Un filo sottile che rischia di spezzarsi sotto il peso dei rapporti dell’Italia tra Ue e Usa.

Nel corso della votazione, si sono espressi a favore i membri del Pd, di Forza Italia e di Europa Verde, mentre hanno votato contro le delegazioni di Lega, M5S e Sinistra Italiana. Ancora una volta, quindi, le coalizioni italiane si sono spaccate sul voto europeo, non riuscendo a trovare una posizione unica da adottare. Il via libera è comunque arrivato con 431 voti favorevoli, 70 astenuti e 161 contrari. Il negoziato sulle misure di salvaguardia avrà inizio già questo pomeriggio. Affinché si arrivi ad un’Ok sulle clausole, però, sarà necessario il sì dell’intera maggioranza dei 27 Paesi membri.

Su cosa si è concentrato il voto al Pe sul Mercosur

Al centro delle discussioni vi è il progetto di regolamento che definisce le modalità con cui l’Ue potrebbe sospendere temporaneamente le preferenze tariffarie sulle importazioni di alcuni prodotti agricoli considerati sensibili, come il pollame o la carne bovina provenienti da Argentina, Brasile, Paraguay e Urugauay, nel caso in cui venissero ritenute pericolose per i produttori europei.

Secondo il Parlamento, la Commissione dovrebbe avviare un’indagine sulla necessità di attivare queste misure di protezione quando le importazioni di prodotti agricoli sensibili aumentano in media del 5% su un periodo di tre anni, rispetto al 10% annuo previsto nella proposta della Commissione. I deputati, poi, chiedono indagini più rapide affinché le misure di salvaguardia possano essere introdotte più rapidamente.

Nel caso in cui vi siano prove credibili che le importazioni che beneficiano di preferenze tariffarie non rispettino requisiti equivalenti in materia di ambiente, benessere animale, salute, sicurezza alimentare o tutela del lavoro applicabili ai produttori dell’Unione, sarà possibile per la Commissione avviare indagini o adottare misure di salvaguardia.

Mercosur, i commenti della politica italiana

Abbiamo sostenuto con convinzione la posizione negoziale del Parlamento Europeo sulla Clausola di salvaguardia bilaterale dell’Accordo di Partenariato UE-Mercosur per i prodotti agricoli“, ha sostenuto in una nota la delegazione degli Eurodeputati Pd al Parlamento Europeo, chiedendo che il partito di Giorgia Meloni abbandoni tutte le ambiguità.

Ci aspettiamo che il che il governo italiano si prenda le sue responsabilità, faccia la sua parte in Consiglio difendendo le proposte del Parlamento, e dicesse chiaramente al Paese se intenda bloccare l’iter istituzionale dell’Accordo Ue-Mercosur“, hanno spiegato con una certa convinzione.

La Lega ha invece dichiarato che l’accordo oggi votato presenta “misure cosmetiche, senza soluzioni concrete“, in quanto non vi sarebbero garanzie sulla reciprocità degli standard, nonché un meccanismo per l’attivazione automatica della clausola. “Il mercato europeo rischia un’invasione di prodotti a basso costo, che non rispettano gli standard fito sanitari, sociali e ambientali imposti dall’Ue ai nostri agricoltori“. Sarebbero questi i motivi che avrebbero spinto il Carroccio a non votare a favore.

© Riproduzione riservata

TAGGED:
Condividi questo Articolo
consorzio arcale

Avvertenza legale sulle immagini

Alcune delle immagini pubblicate all’interno di questa testata giornalistica sono tratte da fonti online liberamente accessibili. Tali immagini non sono in alcun modo utilizzate per finalità commerciali e i relativi diritti restano di esclusiva titolarità dei rispettivi aventi diritto.

Nonostante le verifiche preventive effettuate dagli autori (incluse, a titolo esemplificativo, l’analisi di metadati, Exif, watermark, loghi o altri segni distintivi), qualora la pubblicazione di un contenuto grafico dovesse risultare lesiva di diritti di proprietà intellettuale o di altri diritti soggettivi, la redazione, su richiesta del titolare, si impegna a rimuoverlo immediatamente o, ove richiesto, a indicarne correttamente l’attribuzione.

Eventuali segnalazioni possono essere inoltrate all’indirizzo e-mail: proprietaintellettuale@ildifforme.it.

In caso di accertata violazione, la redazione adotterà senza indugio ogni misura necessaria alla cessazione della stessa.