Piedi incatenati, una camicia blu a maniche corte sopra una tuta arancione da detenuto, capelli brizzolati e sguardo vispo. E’ Nicolas Maduro, il presidente del Venezuela deposto dagli Stati Uniti, alla sua prima apparizione davanti alla giustizia americana per affrontare il processo per possesso di droga e armi da guerra
Nel tribunale federale di New York, all’interno dell’aula della Daniel Patrick Moyanihan courthouse, la prima udienza ha visto l’ex dittatore in cuffie nere probabilmente per la traduzione simultanea, e a prendere appunti mentre il giudice 92enne Alvin Helerstein presenta formalmente le accuse a suo carico. Ovvero cospirazione per narcotraffico e terrorismo e di cospirazione per l’importazione di cocaina negli Stati Uniti. Seduta due posti più in là, c’è la moglie del presidente, Cilia Flores, con un abbigliamento simile negli stessi colori blu navy e arancione.
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Quindi, il momento clou dell’udienza. Il giudice della corte di Manhattan si rivolge a Maduro per chiedergli di confermare la propria identità e l’ex leader ha risposto in spagnolo definendosi “presidente della Repubblica del Venezuela“, tenendo a puntualizzare di essere stato “rapito“: “Sono stato catturato dalla mia casa a Caracas“. E come si era ipotizzato con ogni probabilità, il dittatore si è dichiarato innocente, non colpevole delle accuse a suo carico. Scena speculare quella di Cilia Flores che conferma la sua identità dinanzi al giudice affermando di essere la “First Lady del Venezuela” e come riportano i media americani, di essere “completamente innocente”.
Il legale difensore di Maduro
Il legale difensore della coppia venezuelana è Barry Pollack, avvocato di Washington che ha di recente negoziato l’accordo che ha portato al rilascio di Julian Assange, il fondatore di Wikileaks. Il legale di Maduro ha dichiarato che l’ex presidente “ha dei problemi medici” così come la moglie, che potrebbe avere una frattura in seguito all’operazione militare americana che li ha prelevati dalla loro casa.
L’udienza si è quindi conclusa con la richiesta di una visita consolare in carcere per la coppia e la programmazione del prossimo appuntamento in tribunale per il 17 marzo. Ma l’ultima parola non è stata lasciata alla giustizia americana. All’uscita dall’aula, Maduro ha rimarcato la propria innocenza denunciando di essere “un prigionieri di guerra“.
Sulla stessa idea che si tratti di un rapimento ci sono i manifestanti del piccolo corteo chavista che marcia nel centro di Caracas proprio mentre l’ex dittatore viene processato. Centinaia di persone vicine al movimento chavista hanno protestato nelle strade del centro della capitale venezuelana, nei pressi del palazzo legislativo, dove si sta svolgendo la prima sessione dell’Assemblea Nazionale.
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