Le immagini dell’elicottero militare che atterra in una zona sicura di Manhattan per far scendere l’ex presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, e sua moglie Cilia Flores, ammanettati e vestiti con le tipiche divise delle prigioni americane, è destinata a rimanere nella storia. A due giorni dalla loro cattura, avvenuta nella notte tra il 2 e il 3 gennaio 2026, i coniugi hanno lasciato il centro di detenzione Metropolitan Detention Center di Brooklyn per essere portato a bordo di auto blindate in tribunale.
L’occasione è un’udienza davanti al giudice federale di New York per rispondere delle accuse a loro mosse di narcoterrorismo, traffico di droga e armi da guerra. Dopo l’atterraggio dell’elicottero, la coppia è stata accompagnata su un mezzo blindato che, scordato e con una certa cautela, li ha portati fino al tribunale. A scortare i due detenuti sono stati diversi agenti della Dea, ovvero l’agenzia federale antidroga.
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A colpire più di tutto sono state le condizioni di Maduro. L’ex presidente continuava vistosamente a zoppicare per quello che sembrerebbe essere un problema al ginocchio. Sia Maduro che sua moglie indossavano le tipiche tute cachi date in dotazione ai detenuti americani. L’ex leader venezuelano portava scarpe arancioni e la moglie nere.
Entrambi sono detenuti nel carcere in cui si trovano da diversi medi il rapper Sean P Diddy e Luigi Mangione, il giovanissimo accusato di aver ucciso un magnate dell’industria farmaceutica Usa. Nel corso del trasporto, comunque, non vi sarebbero state eccessive difficoltà. Marito e moglie si trovano all’interno del tribunale, in attesa dell’inizio dell’udienza previsto per le 12 ora locale e le 18 in Italia.
I due sono accusati di avere abusato per oltre 25 anni della loro posizione di fiducia pubblica e di aver corrotto istituzioni un tempo legittime per importare tonnellate di cocaina negli Stati Uniti. Inoltre, Maduro dovrà rispondere del reato di vendita di passaporti diplomatici venezuelani a noti narcotrafficanti e di facilitazione di voli sotto copertura diplomatica per riportare i proventi della droga dal Messico al Venezuela.
Il Venezuela richiede il rilascio di Maduro
Intanto, dal Venezuela arriva la prima richiesta di scarcerazione di Maduro. Nel corso della sua prima riunione di gabinetto, la presidente ad interim, Delcy Rodriguez, ha annunciato misure urgenti per affrontare la crisi nel suo Paese. Tra questi vi sarebbe l’istituzione di una commissione di alto livello incaricata di garantire il rilascio di Nicolás Maduro e di sua moglie.
Come riportano i media locali, sembra che faranno parte della Commissione il presidente dell’Assemblea nazionale Jorge Rodríguez, ministro degli Affari esteri Yvan Gil, il ministro delle Comunicazioni Freddy Náñez e la viceministra per la Comunicazione internazionale Camilla Fabri. L’esercito venezuelano ha già preso posizione all’interno di questo quadro, sostenendo la scelta di Rodriguez come presidente e ritenendo illegittimo l’arresto di Maduro.
Il ministro per le Comunicazioni del Venezuela ha poi voluto mettere in luce che la richiesta di scarcerazione non arriva solamente da Caracas, ma avrebbe travalicato i confini, diventando un “grido nelle strade di Europa, America, Asia e persino all’interno degli stessi Stati Uniti“. Inoltre, secondo il governo venezuelano, si teme che l’arresto possa diventare un precedente pericoloso, trasformandosi in un fattore veramente destabilizzante.
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