Il discorso annuale davanti agli ambasciatori francesi del presidente della Francia, Emmanuel Macron, ha assunto oggi i toni del monito e dell’esortazione. All’interno di un contesto geopolitico sempre più complesso, il titolare dell’Eliseo ha voluto sfruttare questa occasione per mettere in guardia i vertici dell’Europa sui rischi a cui l’Occidente sembra andare incontro.
Macron ha parlato di un “nuovo colonialismo delle grandi potenze“, che rischia di mettere in difficoltà i principi e i valori della democrazia moderna e che va di pari passo con il “disfattismo” che prevale di fronte ai recenti sviluppi globali. Entrambe queste correnti, però, devono essere evitate a tutti i costi, per evitare di mandare in fumo quanto compiuto finora.
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Macron e la preoccupazione per la “dottrina Donroe” di Trump
Il riferimento, neanche troppo velato, è alle azioni del presidente Usa, Donald Trump, nei confronti della Venezuela e alle sue minacce rivolte alla Groenlandia e a diversi altri Paesi dell’America del Sud. Le operazioni militari svolte a Caracas, che hanno portato all’arresto e alle deportazione del presidente Nicolas Maduro e di sua moglie, potrebbero essere la prima avvisaglia di un progetto ben più esteso.
Lo stesso presentato proprio da Trump, che più volte in questi giorni ha parlato di una ipotetica “dottrina Donroe“, che prenderebbe spunto dalla stessa messa in atto nell’800 dal presidente Usa Monroe. Il titolare della Casa Bianca è arrivato a parlare di un “emisfero statunitense“, sostenendo di avere il diritto di poter intervenire in questioni legate alla politica interna di altri Stati sovrani.
Messaggi davanti ai quali Macron ha deciso di non rimanere in silenzio. Gli Stati Uniti di Donald Trump si stanno “progressivamente allontanando” da alcuni alleati e “si svincolano dalle regole internazionali“, ha deplorato nel corso del suo intervento, accusando le “istituzioni del multilateralismo” che dal suo punto di vista funzionerebbero in maniera sempre meno efficace. In questo modo, però, si rischia di andare incontro ad un futuro in cui a governare sono le grandi potenze che hanno una reale tentazione di spartirsi il pianeta.
Macron e l’appello all’Ue: “Serve agire congiuntamente”
Di fronte a questi fenomeni, quindi, l’Unione europea deve prendere una posizione chiara e unitaria. Macron ha quindi lanciato un appello affinché già da quest’anno venga attuata un‘agenda accelerata per la preferenza europea nel commercio. In sostanza, i Paesi europei devono aiutarsi a vicenda a risorgere. “Bisogna davvero che questa Europa da 450 milioni di abitanti esista e sia più reale“, ha tuonato, quasi lasciando intendere di voler creare dei veri e propri Stati Uniti d’Europa. Gli unici, forse, che potrebbero rappresentare un reale avversario agli Stati Uniti d’America.
Allo stesso tempo, l’Europa deve continuare a combattere per i suoi valori. Alla luce di ciò è fondamentale sostenere l’attuazione e la consolidazione del Digital Services Act (Dsa), ovvero la regolamentazione delle Big Tech e dei servizi digitali. Una legge fortemente invisa dagli Stati Uniti e che avrebbe convinto Washington a ammonire l’Ue vietando il visto di ingresso a 5 cittadini europei che hanno lavorato alle norme, tra cui il francese Therry Breton. “Questo regolamento protegge lo Stato di diritto, il confronto democratico non ché i diritti dei cittadini“, ha infatti tuonato il presidente francese, concludendo il suo discorso.
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