La tensione inMedio Orientecontinua a salire. Da una partel’Iranaccusa Stati Uniti e Israele di violare il cessate il fuoco nella regione, dall’altra ilgoverno israelianoha ordinato una nuova offensiva controHezbollahnei sobborghi meridionali diBeirut, roccaforte del movimento sciita del Libano.
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano,Esmail Baghaei,ha dichiarato che Teheran “non esiterà ad agire in qualsiasi modo” per sostenere il Libano e la “resistenza libanese” contro quella che ha definito“l’aggressione illegale e l’ingerenza del regime sionista“. Baghaei, citato dall’agenziaIrna, ha inoltre accusato Washington diviolare “in modo diffuso” il cessate il fuoco nella regione.
Leggi Anche
Proprio per questa ragione e per il fatto che la tregua in Libano era parte dei prerequisiti per il cessate il fuoco,l’Iran avrebbe deciso di sospendere lo “scambio di messaggi tramite intermediari” con gli Usa. L’obiettivo dichiarato è quello di protestare contro i crimini di Israele.
Blocco dei colloqui tra Iran e Usa
I responsabili e i negoziatori iraniani avrebbero infatti sottolineato in più occasioni “la necessità di un’immediata cessazione delle operazioni del regime sionista a Gaza e in Libano, nonché ilritiro completo dalle aree occupate in Libano“, scriveTasnim. Quindi, finché le richieste dell’Iran non saranno soddisfatte, “non ci saranno colloqui“.
Teheran e l’Asse della resistenza(che include milizie alleate di Teheran, come gli Houthi in Yemen, Hezbollah in Libano e Hamas nella Striscia di Gaza) hanno deciso di “chiudere completamente”lo Stretto di Hormuze “di attivare altri fronti, incluso loStretto di Bab el Mandeb, al fine di punire i sionisti e i loro sostenitori“.
Del resto la minaccia di aprire la guerra su altri fronti era stata presentata diverse volte dalle forze armate iraniane negli ultimi mesi e, ora, lo Stretto di Bab el Mandeb, nel Mar Rosso, rappresenta uno snodo vitale per il commercio globale.
Netanyahu ordina nuovi attacchi su Beirut
Sul fronte libanese, il premier israelianoBenjamin Netanyahue il ministro della DifesaIsrael Katzavevano ordinato alleForze di difesa israelianedi colpire obiettivi di Hezbollah nel quartiere diDahiya, nella periferia sud di Beirut.
La decisione è arrivata dopo l’uccisione di un soldato israelianoe ilferimento di altri trenei pressi del castello diBeaufort, area strategica nel sud del Libano recentemente conquistata dall’Idf. “Non ci sarà una situazione in cui Hezbollah attacca le nostre città e i nostri cittadini mentre i quartieri generali del terrorismo a Dahiya restano fuori portata,” ha dichiarato Netanyahu.
Il premier israeliano ha aggiunto che l’esercito continuerà ad “approfondire” le operazioni nel sud del Libano, sostenendo che Hezbollah sarebbe “in fuga”.
Beirut nel caos: traffico e fuga dai sobborghi sud
Intanto sui social media libanesi circolano video che mostrano unintenso trafficoin uscita dal sobborgo di Dahiya, dopo l’annuncio dell’imminente offensiva israeliana. L’area rappresenta una delle principali roccaforti di Hezbollah nella capitale libanese e in passato è già stata più volte bersaglio diraid israeliani.
Il presidente libaneseJoseph Aounha condannato duramente l’operazione israeliana, parlando di “vile e riprovevole aggressione“. In un messaggio pubblicato su X, Aoun ha promesso di lavorare “perporre fine alle sofferenze del popolo libanese, in particolare di quello del sud“. Nel frattempo ilConsiglio di Sicurezza delle Nazioni Uniteterrà una riunione d’emergenza dedicata alla crisi libanese.
Le critiche interne a Netanyahu
L’escalation militare sta alimentando anche lo scontro politico interno in Israele.Yair Golan, leader del partito Democratici, ha accusato Netanyahu di intensificare il conflitto “senza una strategia di uscita” proprio mentre laKnessetdiscute il possibile scioglimento anticipato del Parlamento.“Il governo continua a trascinare Israele da un conflitto all’altro con l’unico obiettivo di sopravvivere politicamente“, ha scritto Golan su X.
Critiche sono arrivate anche daAvigdor Lieberman, leader della destra nazionalista diIsrael Beiteinu, che però attacca Netanyahu dalla direzione opposta: secondo lui il governo starebbe “legando le mani ai soldati dell’Idf“.
Washington avrebbe dato il via libera per il Libano
Secondo i media israeliani, gli Stati Uniti avrebbero dato il proprioassenso a un’operazione israeliana più aggressivaa Beirut. La tv sauditaAl Hadath, citando una fonte americana, sostiene che Washington avrebbe avvertito il Libano che l’escalation è laconseguenza del mancato disarmo di Hezbollah.La stessa fonte avrebbe aggiunto cheBeirut potrebbe “difendere la capitale“arrestando figure di vertice del movimento sciita, dimostrando così la volontà del governo di affrontare Hezbollah.
Il conflitto rischia ora di allargarsi ulteriormente, coinvolgendo sempre di più Iran, Libano, Israele e Stati Uniti. Mentre Teheran promette sostegno alla “resistenza“, Israele intensifica le operazioni militari e Washington rimane tutt’altro che distante.
© Riproduzione riservata












