Serghei Lavrov torna all’attacco dell’Occidente. In una lunga intervista Ria Novosti, il ministro degli Esteri russo ha definito un “inganno” e una “rapina” la proposta avanzata in sede europea di utilizzare i beni russi congelati per finanziare l’assistenza a Kiev. Il capo della diplomazia del Cremlino ha accusato L’Unione Europea di calpestare il diritto internazonle, ed ha avvertito: “Mosca risponderà in modo appropriato”.
“Il cinismo con cui la Commissione Europea interpreta la Carta delle Nazioni Unite e altre norme giuridiche internazionali ha smesso da tempo di sorprenderci”, ha dichiarato Lavrov, parlando esplicitamente di “istinti da colonizzatori e pirati” che, a suo dire, si sarebbero risvegliati tra i leader europei.
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Secondo Lavrov esiste, non esiste un quadro giuridico che consenta di trasferire alla causa ucraina le riserve auree e valutarie congelate dalla Russia. “Non importa come venga mascherato il piano, non esiste un modo legale per estorcere denaro ai russi”, ha insistito.
Il ministro, inoltre, si è espresso in maniera scettica sull’efficacia del sostegno dell’Occidente e all’Ucraina: “La confisca delle nostre riserve non salverà i protetti di Kiev. È evidente che quel regime non sarà mai in grado di ripagare i propri debiti”.
Lavrov ha poi sottolineato che non tutti i Paesi dell’Unione Europea sarebbero favorevoli all’attuazione di misure così drastiche, che secondo lui comporterebbero “gravi rischi per la reputazione dell’eurozona come polo economico”. Bruxelles, ha concluso, “può ancora tornare in sé e abbandonare l’avventura pianificata”.
Dialogo USA-Russia: Lavrov apre a un incontro con Rubio
Nonostante le tensioni crescenti, Lavrov ha aperto alla possibilità di riprendere un dialogo più stabile con Washington. Si è detto pronto a incontrare il segretario di Stato americano, Marco Rubio, sottolineando l’importanza di una “comunicazione regolare” per affrontare il dossier ucraino e le questioni bilaterali.
“Rubio e io comprendiamo la necessità di confrontarci regolarmente”, ha spiegato Lavrov, rivelando che sono già in corso scambi telefonici e che entrambi sono disponibili a colloqui diretti “quando necessario”.
New START: Mosca attende una risposta da Washington
Nel colloquio con Ria Novosti, Lavrov ha anche lamentato la mancanza di una risposta concreta da parte degli Stati Uniti riguardo alla proposta russa di prorogare per un anno l’accordo New START, l’ultimo trattato rimasto in vigore tra le due potenze sul controllo degli armamenti nucleari. Il trattato, in scadenza a febbraio, limita il numero di testate strategiche dispiegate da ciascuna parte. “Finora dagli USA non è arrivata nessuna risposta sostanziale”, ha detto il ministro.
Lavrov ha infine criticato la lentezza nella ripresa del dialogo diplomatico tra Mosca e Washington dopo l’elezione della nuova amministrazione americana. “Ci sono ancora molti elementi irritanti ereditati dal passato. I contatti sono ripresi, ma non al ritmo che avremmo voluto”. Tra le questioni ancora aperte, ha citato la restituzione dei beni diplomatici sequestrati nel 2016 dagli Stati Uniti e la riattivazione dei collegamenti aerei diretti. “Abbiamo presentato proposte specifiche. Ora aspettiamo risposte concrete”.
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