La Russia silenzia i cento giorni di guerra: nessun riferimento sulle tv di Stato

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Intanto formalizzato il sesto pacchetto di sanzioni contro Putin: si attende il via libera dalla gazzetta europea 

La guerra in Ucraina oggi raggiunge quota 100. Dal 24 febbraio scorso, giorno in cui l’esercito russo ha invaso l’Ucraina, sono trascorsi 100 lunghissimi giorni. Il bilancio dei risultati fino adesso ottenuti dal conflitto è sicuramente drammatico. Prima di tutto per il paese invaso che ha subito bombardamenti, distruzioni, perdite di civili e ad oggi il 20% del proprio territorio è sotto il potere del nemico.

Ma anche per Mosca, il bilancio non sembrerebbe del tutto positivo. Secondo fonti di Kiev, infatti, l’esercito russo da inizio conflitto ha perso 30.950 soldati. Oltre alla perdita di un numero considerevole di militari e al fatto che la guerra ‘lampo’ ideata da Mosca si sia trasformata in una guerra lunga che ha dovuto far fronte alla resistenza Ucraina, la Russia si è trovata anche a fare i conti con le asprissime sanzioni imposte dall’Occidente. In particolare, l’ultimo pacchetto delle sanzioni, il sesto, approvato pochi giorni fa, relativo all’embargo del petrolio, metterà a dura prova l’economia russa soprattutto a partire dai prossimi mesi.

I cento giorni, la Russia non ne parla

Mentre quasi tutti i paesi oggi riflettono sul fatto che la guerra abbia compiuto cento giorni, i canali televisivi russi nascondono la dimensione numerica. Secondo quanto sostiene la Bbc i canali televisivi più popolari della Russia non hanno fatto alcun cenno al fatto che sono passati 100 giorni dall’inizio del conflitto. Tutti i canali hanno iniziato la programmazione con i loro bollettini mattutini, accusando l’Ucraina di bombardare indiscriminatamente le aree fuori il controllo governativo.

Il canale televisivo Rossiya 1, il principale dell’ azienda pubblica, afferma: «I nazionalisti hanno attaccato Mariupol e Donetsk». Mentre la rete Channel One fornisce nuovi esempi di professionalità e altruismo dimostrati dall’esercito russo durante la difesa del Donbass. Nessuna delle due emittenti, infatti, avvisa che sono passati 100 giorni da quello che Mosca definisce ‘operazione militare speciale’.

Il sito indipendente Meduza ha dichiarato che secondo alcune fonti, il governo russo avrebbe ordinato ai media statali di non parlare del fatto che oggi sia il centesimo giorno di guerra e che, una fonte del Cremlino avrebbe dichiarato: «Concentrarsi sulle date legate alla guerra potrebbe far riflettere i russi sugli obiettivi dell’invasione e sul suo successo» riferisce Meduza.

Secondo quanto afferma l’Onu questa guerra non avrà vincitori e anzi, fino adesso abbiamo visto solo perdite. A tal proposito l’Organizzazione delle Nazioni Unite dichiara: «Per 100 giorni abbiamo visto solo ciò che si è perso: vite, case, lavoro e prospettive».

I presidenti, invece, dell’Ucraina e della Russia, Zelensky e Putin ancora parlano di ‘vittoria’. Mentre il presidente dell’Ucraina, da sempre rassicurante verso il suo popolo, afferma che da questa guerra gli ucraini ne usciranno vincitori e, anzi, riconquisteranno ciò che i russi al momento gli hanno tolto, a confutare tale ipotesi è il presidente russo Putin che d’altro canto afferma di non volersi fermare e che continuerà a conquistare ciò che spetta alla Russia. Putin considera anche gli obiettivi raggiunti fino adesso, una ‘vittoria’. Ad oggi, l’esercito di Mosca controlla il 20% del territorio ucraino, la situazione più compromettente per l’ucraina è quella del Donbass, dove Mosca controlla il 90% del Lugansk e secondo l’intelligence britannica nelle prossime due settimane arriverà a controllare il 100%.

Sesto pacchetto delle sanzioni, si aspetta la pubblicazione nella gazzetta

Riguardo al sesto pacchetto di sanzioni contro la Russia è ormai tutto pronto. Il Consiglio dell’Ue dovrà aspettare la pubblicazione nella gazzetta europea e poi entrerà ufficialmente in vigore. Per quanto riguarda l’embargo del petrolio, ci sono deroghe per il greggio che passa via oleodotti. Le sanzioni prevedono anche l’esclusione del sistema Swift di altre 4 banche russe e lo stop delle trasmissioni in Ue per 3 tv statali russe.

L’Occidente continua a sperare che con le asprissime sanzioni, Mosca possa cessare il fuoco e sedersi al tavolo con Kiev. In realtà, la Russia ha già affermato di essere disposta al dialogo con l’Ucraina ma non intende rinunciare alle sue conquiste e, anzi, il suo obiettivo è quello di continuare finché non raggiunge gli scopi stabiliti il giorno dell’invasione. Dunque, la guerra si presenta ancora lunga.

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