Charlie Kirk, attivista politico conservatore e co-fondatore diTurning Point Usa, era una figura di spicco nell’universo conservatore che orbita intorno al movimentoMaga. E aveva appena dato il via ad uno dei suoi tour in cui si reca nei campus universitari statunitensi per confrontarsi e rispondere alle domande del pubblico. La tappa dello Utah sarebbe stata proprio l’esordio di un suo tour autunnale che avrebbe toccato 14 città. Invece, proprio nello Utah, Kirk è morto, dopo essere stato colpito al collo con un singolo colpo d’arma da fuoco mentre parlava con gli studenti del campo della Utah Valley University.
Si tratta dell’ennesimo atto di una violenza politica esplosa con il ritorno di Donald Trump in politica e culminata in una serie di attentati che hanno coinvolto esponenti democratici e repubblicani.
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L’assassinio di Kirk
Stava tenendo un discorso, seduto sotto una tenda con lo slogan “The American Comeback” affisso sopra di lui, quando lo sparo lo colpisce al collo: si piega all’indietro, con un sussulto, mentre un fiotto di sangue comincia a sgorgare, tra le urla terrorizzate della gente e lo sgomento generale. Ricoverato in ospedale, le sue condizioni erano considerate “critiche”.Poche ore dopo, è stato constatato il suo decesso.
I video pubblicati online, ripresi con i cellulari dei presenti, mostrano il panico diffusosi, con persone che scappano dall’evento dopo lo scoppio dello sparo. In un filmato, nello specifico, si vede la testa di Kirk che si muove di scatto mentre il sangue gli cola dal collo. Stava rispondendo a una domanda sulle stragi commesse da transgender, quando è stato colpito. La portavoce dell’università ha riferito chel’attivista è stato colpito circa 20 minuti dopo aver iniziato a parlarenel campus.
Secondo quanto riferito, chi ha sparato lo avrebbe fatto quasi certamente con un’arma di precisione da un edificio, ilLosee Center, che si trova a circa duecento metri di distanza. Da quel momento le notizie si sono accavallate in modo confuso e impreciso.Subito dopo è stato annunciato l’arresto dell’attentatore, ma l’università ha poi smentito la notizia e poco prima una portavoce aveva specificato che non era uno studente.
Poi, l’annuncio per voce del direttore dell’Fbi: “Il presunto responsabile dell’attentato in cui è morto Charlie Kirk è ora in custodia cautelare”.Ma, ancora, poco più di un’ora dopo, è arrivata la notizia che il sospettato è stato rilasciato. Così, Kash Patel via X ha riferito che “le nostre indagini proseguono e continueremo a diffondere informazioni nell’interesse della trasparenza“.
Subito dopo l’assassinio, il campus è stato posto in lockdown ed è rimasto chiuso per tutto il resto del giorno. A stretto giro non poteva non arrivare il commento accorato del presidente a stelle e strisce, Donald Trump che via Truth rende omaggio al 31enne. “Il grande, e persino leggendario, Charlie Kirk è morto.Nessuno ha capito o posseduto il cuore della gioventù negli Stati Uniti d’America meglio di Charlie. Era amato e ammirato da tutti, soprattutto da me, e ora non è più tra noi. Le condoglianze mie e di Melania vanno alla sua splendida moglie Erika e alla sua famiglia. Charlie, ti amiamo!“.
Idem il vicepresidente, che ha postato anche una foto che lo ritrae con il giovane attivista e Donald Trump jr, il figlio dell’inquilino della Casa Bianca. Con quest’ultimo Kirk si era recato in Groenlandia per sostenere l’intenzione delcommander in chiefdi acquisire il territorio artico.
Residente con la famiglia in Arizona, Kirk, mentre Donald Trump rifondava il Partito repubblicano, il 31enne incarnava il nuovo conservatorismo populista del partito nell’era dei social media. Alla cerimonia di insediamento del tycoon era tra gli ospiti d’onore nella Rotunda del Capitol. Aveva pubblicamente promosso cause conservatrici, nonché la teoria critica della razza e il negazionismo sul cambiamento climatico.
Dopo le elezioni di novembre aveva contribuito anche a valutare i potenziali candidati, testandone la lealtà a Trump. La sua voce si era imposta anche grazie al suo popolare podcast e alla sua onnipresenza sui social media.
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