“Sulla Cisgiordania noi condividiamo che la continua espansione di Israele è inaccettabile ela violenza usata per questa espansione è abominevole. La Commissione presto presenterà le opzioni sulle restrizioni ai prodotti degli insediamenti“. Parole dure e risolute quelle diUrsula von der Leyen, presidente della Commissione europea che, parlando in conferenza stampa con il primo ministro irlandese Micheal Martin, ha riportato alla luce il tema dellesanzioni di Bruxelles contro i coloni israeliani, decisione su cui il Vecchio Continente fatica da mesi a trovare una quadra.
Von der Leyen: “Su Israele l’Europa non trova un accordo su come procedere”
Il capo dell’esecutivo dell’Ue ha infatti ricordato che lei stessa, lo scorso settembre, aveva proposto disospendere l’accordo di partenariato con lo Stato ebraico, iniziativa che però era rimasta sul tavolo. Inoltre, molti Paesi membri hanno più volte avanzato l’idea di sanzionare il ministro della sicurezza nazionale di Tel AvivItamar Ben-Gvir, ma non si è mai riusciti a raggiungere il consenso.
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Von der Leyen ha ammesso che, sul tema delle strategie da adottare nei confronti di Israele, l’Europa si trova in una vera e propria situazione di stallo, giacché c’è stata“molta attività”ma in “Consiglio al momento non si faalcun passo avanti verso una soluzionené si raggiunge un accordo su come procedere“. E questo nonostante la situazione in Cisgiordania“stia peggiorando”ogni giorno che passa.
Tajani a favore di sanzioni a Ben Gvir: “Necessità di risposta coordinata”
Le parola della presidente della Commissione europea arrivano due settimane dopo quelle del ministro degli Esteri italianoAntonio Tajani, il quale, condannando il comportamento di Ben Gvir in occasione dell’arresto degliattivisti della Flotilla e per le dichiarazioni offensive rivolte al nostro Paese, aveva dichiarato che Roma era in prima linea a Bruxelles nel chiedere sanzioni contro il ministro israeliano.
Il titolare della Farnesina aveva inoltre sottolineato che alcune capitali avevano già scelto di adottare misure nazionali, ma aveva ribadito lapreferenza italiana per una risposta coordinataperché “solo il quadro dell’Unione Europea, politico e giuridico, può produrre risultati concreti ed efficaci“.
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