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Israele, via libera alla riapertura del valico di Rafah: oggi Hamas restituirà altri 4 corpi

Benjamin Netanyahu, è tornato a rivolgersi ad Hamas per chiarire ciò che lo Stato ebraico si attende dal gruppo terroristico. Il premier in una intervista alla Cbs ha dichiarato di volere a tutti i costi il disarmo del gruppo, come previsto dall'accordo di pace. Se questo non dovesse avvenire, Netanyahu ha sostenuto che a Gaza "esploderà tutto"

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Il valico di Rafah sarà riaperto oggi. Ad annunciarlo le autorità israeliane, dopo che ieri le prime tensioni sulla tregua a Gaza avevano iniziato a manifestarsi con una certa insistenza. A scatenare il caos è stata la decisione dello Stato ebraico di rimandare l’apertura del valico con l’Egitto, rendendo quindi impossibile il passaggio di cibo e aiuti umanitari per la popolazione palestinese. Una decisione che avrebbe rappresentato una violazione di due punti dell’accordo di pace, mettendo in pericolo la tenuta del cessate il fuoco.

Israele ha giustificato la sua scelta spiegando che gli aiuti sarebbero rimasti bloccati finché Hamas non avrebbe riconsegnato tutti i corpi degli ostaggi israeliani uccisi in questi due anni di guerra e mai restituiti. La parte centrale dell’accordo, infatti, si fondava proprio sul reciproco scambio di ostaggi tra il gruppo terroristico e il governo israeliano. Lunedì scorso, Hamas ha restituito i 20 cittadini israeliani ancora in vita e i primi 4 corpi in suo possesso. In totale, però, le sale da consegnare alle famiglie sono 28.

Nel corso dei negoziati per la pace, Hamas aveva già precisato di non essere a conoscenza della posizione delle salme, in quanto alcune sono rimaste sepolte sotto le macerie dovute ai bombardamenti. Secondo Israele, invece, l’organizzazione terroristica starebbe ritardando la consegna delle salme volontariamente. Lo Stato ebraico ritiene che questo rappresenti una violazione della tregua, anche se al momento non vi è un’intesa su questo punto.

Netanyahu: “Se Hamas non si disarma, esploderà tutto”

Intanto, il primo ministro di Israele, Benjamin Netanyahu, è tornato a rivolgersi ad Hamas per chiarire ciò che lo Stato ebraico si attende dal gruppo terroristico. Il premier in una intervista alla Cbs ha dichiarato di volere a tutti i costi il disarmo del gruppo, come previsto dall’accordo di pace. Se questo non dovesse avvenire, Netanyahu ha sostenuto che a Gazaesploderà tutto“.

Inoltre, Israele è intenzionata a portare a termine al più presto la prima fase dell’accordo così da poter dare inizio alla seconda, che prevede la formazione di un governo transitorio in Palestina. Netanyahu ha ribadito di credere chela pace si conquisti con la forzae che ora lo Stato ebraico ha l’opportunità di fare pace con molti, molti altri Paesi“. Inoltre, per chiarire la sua teoria della pace conquistata con la forza, ha citato gli accordi di normalizzazione mediati da Trump, firmati nel 2020 con Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Marocco e Sudan.

L’apertura di Hamas alla riconsegna delle salme

Di fronte alla possibilità di una rottura dell’intesa, Hamas ha deciso di consegnare ieri altre 4 salme. Un funzionario della sicurezza ha dichiarato ai media israeliani che uno dei corpi restituiti apparterrebbe ad un palestinese, mentre gli altri tre corpi sono stati identificati come Tamir Nimrodi, Eitan Levy e Uriel Baruch. Quindi, in totale, al momento sono stati riportati in Palestina 11 corpi. Oggi è prevista la consegna di altri 4 corpi, così che ne rimangano solo altri 17 da consegnare.

L’Istituto di Medicina Legale israeliano si è occupato delle operazioni di identificazione delle salme. Il timore, infatti, era che potesse ripresentarsi quanto accaduto lo scorso febbraio. Al momento del rilascio dei corpi della famiglia Bibas, dei due piccoli Kfir e Ariel e della loro mamma, l’esame del Dna aveva rivelato uno scambio di corpi. La donna, infatti, non era la cittadina israeliana ma una donna palestinese. Nella stessa giornata, le due parti hanno poi effettuato lo scambio.

Questa apertura da parte di Hamas ha quindi convinto Israele ad eliminare le sanzioni annunciate ieri. Oggi, quindi, dovrebbe essere possibile l’arrivo di circa 600 camion carichi di aiuti umanitari nella Striscia di Gaza. Il gruppo palestinese ha comunque affermato di aver bisogno di tempo per raggiungere tutti i corpi, per cui al momento non è chiaro quando si concluderanno le operazioni di scambio.

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