Un’alba nuova ma drammatica, come tutte le prime pagine dei quotidiani che informano di una nuova guerra nel mondo, di una giornata che non ha neanche visto un tramonto migliore. Dopo latornata di attacchi per Israeleche ha subito un’offensiva iranianacontro obiettivi all’interno del Paese, lo Stato degli ayatollah ha dato inizio ad una raffica di missili balistici. E mentre le difese aeree israeliane sono al lavoro per abbattere i missili iraniani, l’aeronautica israeliana sta conducendo attacchi aerei contro obiettivi militari a Teheran.
L’esercito israeliano ha esortato i cittadini a dirigersi verso i rifugi: “I sistemi difensivi sono operativi per intercettare la minaccia,il pubblico è invitato a entrare in uno spazio protettoe a rimanervi fino a nuovo avviso“.
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Israele, numerosi missili iraniani su Haifa, nel nord del Paese. L’Iran avrebbe lanciato alcuni missili a grappolo con numerosi impatti al suolo.
— Ultimora.net (@ultimoranet)June 14, 2025
Israele fa sapere che l’obiettivo degli strike in Yemen è il comandante militare degli Houthi, Muhammad al-Amri –pic.twitter.com/5RxzC3pjEX
Il coinvolgimento degli Usa
Nel corso della giornata, il Wall Street Journal, citando funzionari Usa, ha riferito che l’esercito statunitense ha assistito Israele“in aria, terra e mare” nell’intercettazione dei numerosi missili lanciati dall’Iran in risposta agli attacchi delle Idf. Prima dell’inizio della risposta iraniana, caccia cacciatorpediniere e sistemi di difesa aerea terrestri Usa erano posizionati nella regione per aiutare Israele a respingere qualsiasi attacco. I funzionari hanno osservato che il Pentagono non ha ancora valutato quanti missili siano stati intercettati dall’esercito statunitense.
Una notizia confermata anche dalle parole del primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, che ha specificato che i raid aerei israeliani contro l’Iran hanno il “chiaro sostegno” del presidente degli Stati Uniti,Donald Trump. Infatti, proprio in un video messaggio rivolto al tycoon nel giorno del suo 79mo compleanno,
Netanyahu ha sottolineato l’unità d’intenti tra i due Paesi contro quella che definisce unaminaccia comune.
“Il nostro nemico è il vostro nemico…Stiamo affrontando qualcosa che prima o poi minaccerà tutti noi. La nostra vittoria sarà la vostra vittoria“, ha puntualizzato il primo ministro scandendo come questo è ciò che Israele sta facendo con il sostegno, “del popolo americano e di molti altri nel mondo“.
Nel mentre, la linea telefonica della Casa Bianca è rimasta occupa con Mosca per il colloquio tra il presidente a stelle e strisce e il leader russo Vladimir Putin, che ha condannato l’attacco di Israele all’Iran e ha espresso gravi preoccupazioni per un’escalation. Motivo per cui, i due sisarebbero offerti come mediatoritra i due Paesi in conflitto.
Inoltre, giunge dai media un altro forte annuncio che riguarda le Forze di difesa israeliane, che avrebbero dichiarato che l’Iran è diventato il principale campo di combattimento di Israele, mentre ilfronte di Gaza è diventato secondario, “nella speranza di riportare indietro gli ostaggi il più rapidamente possibile“. Intanto, i sitinucleari iraniani di Isfahan e Natanzhannosubito gravi dannia causa degli attacchi israeliani contro i due impianti. Danni che richiederanno più di qualche settimana prima che l’Iran li ripari.
Nel mentre, l’Iran avverteStati Uniti, Regno Unito e Franciache aiutare Israele a fermare gli attacchi, non sarà una mossa a loro vantaggio. Infatti, Teheran ha ammonito chebasi militari e naviin Medio Oriente nei Paesi minacciatisaranno prese di mirase proseguiranno ad apportare il proprio contributo a sventare gli attacchi.
Cancellati i colloqui Iran-Usa
L’inizio degli attacchi inferti ieri da Tel Aviv sono arrivati proprio pochi giorni prima delsesto round di colloqui in Oman tra Iran e Usasul programma nucleare per il Paese. Ma considerando l’attuale situazione, il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano è arrivato a definire ormai “insensati” i futuri colloqui sul nucleare con gli Stati Uniti, secondo quanto riportato dalla televisione di stato. Dichiarazioni che hanno ulteriormente messo in dubbio i possibili colloqui tra le due nazioni.
Anzi, come dichiarato dal ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, in questo momento, sembra essere ingiustificabile mentre persistono i “barbari” attacchi israeliani contro il Paese. Una linea che si innesta sulla scia di quanto sostenuto dal portavoce del ministero Baghaei, secondo cui “gli Stati Uniti hanno fatto un lavoro che ha reso i colloqui privi di significato“, aggiungendo cheIsraele ha oltrepassato tutte le linee rosse dell’Irancommettendo un “atto criminale” con i suoi attacchi. In ogni caso, il ministro non è arrivato a dichiarare che i colloqui sono stati annullati: “Non è ancora chiaro cosa decideremo sui colloqui di domenica“.
E così, diventa ufficiale, come annunciato dall’Oman, mediatore dei colloqui: ilnuovo round di negoziati sul nucleare “non ci saranno“. Un’amara notizia di cui il ministro Araghchi ha ritenuto responsabile Israele, sabotatore. “L’aggressione del regime sionista contro l’Iran, avvenuta nel bel mezzo dei colloqui, è un ulteriore segno dell’intrinseca ostilità del regime (israeliano) alla diplomazia”, ha detto Araghchi nella sua telefonata con l’omologo russo Serghei Lavrov.
Tajani: “Gli attacchi potrebbero durare settimane”
Dall’Italia, invece, il Ministro degli Esteri,Antonio Tajani, in audizione alle commissioni Affari esteri in Camera e Senato, riferisce quali sarebbero gli attualinon-equilibri rimasti a livello geopolitico e quanto di fatto sarebbe grave la situazione che vede, in ogni caso, l’operazione militare israeliana contro l’Iran “destinata a durare diversi giorni, se non settimane“.
Il vicepremier delinea in modo asciutto e senza sbavature che gli attacchi israeliani in atto siano rivolti ad “una minaccia esistenziale” e Israele “ha il sacrosanto diritto di difendere i propri cittadini” e l’Iran “non può dotarsi della bomba atomica“. Una minaccia a tutti gli effetti, dove non può sussistere, a detta di Tajani alcuna ambiguità, anche considerando quanto riferito dall’intelligence israeliana, secondo cui in meno di sei mesi l’Iran avrebbe potuto disporre di10 bombe atomiche, e di oltre2000 missili. Un quadro assolutamente “allarmante“, confermato in maniera inequivocabile dal recente rapporto dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Aiea), che ha dichiarato l’Iran in violazione dei suoi obblighi sul tema dell’arricchimento dell’uranio.
In merito alla presenza dei50.000 connazionalinei territori sotto attacco, il vicepremier forzista ha rassicurato chenon sono state segnalate situazioni critiche. Nello specifico, nella regione mediorientale, la presenza più significativa è in Israele, con circa 20.000 cittadini italiani, mentre sono circa 500 quelli residenti in Iran. A questi, poi, si aggiungono i militari presenti nell’area, dall’Iraq al Libano, dal Golfo al Sinai, “che seguiamo insieme al ministero della Difesa“. Mentre, le ambasciate italiane sono in contatto costante con tutti i connazionali che hanno chiesto informazioni per rientrare in Italia: “Stanno tutti benee stanno ricevendo – uno ad uno – ogni possibile assistenza, tenendo conto dell’interruzione del traffico areo nella regione“.
I nuovi attacchi incrociati
Iniziano ad arrivare anche i primi bilanci dei nuovi attacchi incrociati che dalla notte scorsa, secondo l’Idf, hanno visto l’Iran lanciare circa200 missili balistici contro Israelein diverse raffiche. La maggior parte, però, sarebbe stata intercettata dalle difese aeree, mentre circa il 25%, meno di 50, non è stato intercettato “secondo il protocollo“, che hanno colpito così aree aperte ma senza causare danni a infrastrutture critiche.
A differenza, di un altro “piccolo numero” di missili che è riuscito a superare le difese aeree, causando vittime e danni, anche in aree residenziali di Tel Aviv, Ramat Gan e Rishon Lezion, nel centro di Israele. Diversi droni lanciati contro Israele durante la notte sono stati, invece, abbattuti anche dall’Aeronautica Militare e dalla Marina israeliane.
DallaCnn, che cita il servizio dell’emittente iraniana, si mostrano immagini delle squadre di soccorso tra le macerie di un edificio di 14 piani nel compound residenziale di Shahrak-e Shahid Chamran, dove 20 bambini sarebbero rimasti uccisi, tra i quali un neonato di 6 mesi. Non sarebbe chiaro invece, se quanto riferito dall’inviato all’Onu dell’Iran, Amir Saied Iravani, sulle 78 persone sono rimaste uccise nei raid israeliani, includano anche le 60 vittime di cui parla oggi la tv iraniana.
I rapporti militari israeliani, citati dall’agenzia Irna, specificano che l’Iran ha lanciatodiverse raffiche di missilibalistici verso obiettivi nel cuore di Israele, come anche riportato daThe Times of Israel. Un attacco che costringe gli israeliani in tutto il Paese a correre nei rifugi mentre il cielo si illuminava di lampi di luce e palle di fuoco provenienti dalle intercettazioni israeliane. Il sito israeliano informa che, per il momento, sarebbero oltre80 le persone rimaste coinvolte negli attacchi,tre delle quali decedutea causa delle ferite troppo gravi e troppo profonde per essere curate.
In questo desolante paesaggio, i soldati dell’Idf, le Forze di difesa israeliane, sono però riusciti atrarre in salvo un civileda uno degli edifici nella zona di Tel Aviv, colpito da un missile balistico, mentre un frammento di grandi dimensioni di un missile intercettato ha colpito una città nel nord di Israele, causando danni non indifferenti. Il portavoce delle Idf, il generale di brigata, Effie Defrin, ha comunque rassicurato che la maggior parte dei missili sarebbe stata intercettata dalle difese aeree o è caduta prima di raggiungere il Paese.
Dal fronte iraniano, invece, i media informano come centinaia di missili sarebbero stati lanciati nel primo attacco nella tarda serata di venerdì, mentre le Forze di Difesa israeliane stimano che il numero effettivo sia inferiore a 100. Il mondo spettatore che sta cercando di comprendere i prossimi passi dei due protagonisti in atto, si sta dividendo nelle fazioni di “tifo”, come la voce che si erge daHamas che elogia gli attacchi iranianie annuncia il fallimento delle “esagerate” difese di Israele.
E ancora, la beffa delleader di Hamas, Izzat al-Risheq, che plaude al successo dell’Iran nell’attacco a siti nello Stato ebraico “nonostante tutto il clamore suscitato dall’Iron Domee dai sistemi di difesa missilistica David’s Sling“. E nell’annunciare come il Paese “soffrirà di un incendio che ha a lungo acceso tra i popoli della regione“, al-Risheq chiarisce che “la forte risposta dell’Iran dimostra chenon c’è arroganza senza risposta, e non c’è aggressione senza punizione“.
Tajani: “Siamo in contatto costante con i nostri partner europei”
Dall’Occidente, invece, i Paesi si stanno muovendo in modo sincrono per cercare di convergere su una posizione comune, come spiegato dal Ministro degli Esteri,Antonio Tajani, che in un’intervista rilasciata al Tg1, ha commentato e spiegato il da farsi sulla nuova situazione in Medio Oriente: “La linea europea è quella di evitare una escalationfermo restando che l’Iran non può avere un’arma nucleare e queste sono le cose che dirò oggi in Parlamento. La linea dell’Italia è una linea per la pace fermo restando che non può essere messa a repentaglio con l’atomica la sicurezza e l’esistenza dello Stato di Israele“.
Per quanto riguarda il programma nucleare dell’Iran, il vicepremier forzista spiega che si ha il rapporto dell’Agenzia delle Nazioni Unite secondo il quale l’Iran ha violato le regole ed sarebbe quindi andato oltre la linea rossa per quanto riguarda la costruzione dell’arma atomica. Motivo per cui, “le osservazioni israeliane sono assolutamente fondate sulla base di una relazione indipendente che arriva dall’agenzia dell’Onu“. In una situazione di questo genere, Tajani ricorda che resta di priorità assoluta evitare un’escalation militare e un’escalation nucleare e “per farlosiamo in contatto costante con i nostri partner europei“.
Difatti, il governo si è smobilitato per instaurare immediatamente i contatti con i vari ministri degli esteri, tedesco, francese, britannico, oltre che con il ministro degli Esteri israeliano. “Sosteniamo l’azione dell’Oman– afferma il vicepremier –che è il paese chesta lavorando per una mediazione tra l’Iran e gli Stati Uniti“. Ma Tajani tiene il punto sul fatto che nonostante sia necessario e opportuno continuare a dialogare, è altrettanto necessario che l’Iran non debba avere le opportunità e i modi di costruire l’arma atomica.
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