A quasi due anni dall’inizio delle guerra nellaStriscia di Gaza, la tensione inIsraelesembra essere giunta ad un punto di non ritorno. I video degliostagginelle mani di Hamas, la denutrizione, la paura per il loro benessere e soprattutto il timore che vengano uccisi hanno scatenato una serie di poteste nello Stato ebraico.Il governo e la popolazione israeliane si sono spaccate sulle modalità di proseguimento del conflitto.
Da un lato coloro che credono cheil conflitto debba proseguirefino alla distruzione completa dell’organizzazione terroristica palestinese, a qualunque costo e dispendio di vite; dall’altro c’è chi invece è convinto che sia giunto il momento diporre fine ai bombardamenti e trovare una soluzione negoziata, un compromesso con i terroristi che permetta di giungere ad un cessate il fuoco e alla liberazione degli ostaggi.
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Ieri sera, a 24 ore di distanza dall’annuncio del governo di Benjamin Netanyahu di voler procedere con l’occupazione di Gaza City (Ne abbiamo parlato qui),in migliaia sono scesi in piazza a Tel Aviv per chiedere la fine della guerra a Gaza. Una risposta all’appello del Forum delle famiglie degli ostaggi e dei dispersi israeliani, che hanno chiesto una mobilitazione per spingere l’esecutivo a cercare soluzioni concrete che riportino a casa i rapiti ancora presenti nei tunnel di Gaza.
I manifestanti sono scesi in strada concartelli e foto degli ostaggi, chiedendo il loro immediato rilascio. Le proteste sono proseguite per tutta la notte. Sembra che migliaia di persone abbiano preso parte alla manifestazione, riuscendo anche a bloccare l’autostrada Ayalon a Tel Aviv. Secondo i media israeliani, tre manifestanti sono stati arrestati dalla polizia israeliana.
Israele, Smotrich insoddisfatto minaccia di far cadere il governo
Intanto, nello stesso esecutivo di Benjamin Netanyahu continuano a crescere le tensioni. Il ministro delle Finanze ed esponente di estrema destra,Bezalel Smotrich, ha criticato il cambio di rotta del primo ministro, esortandolo a non lasciarsi prendere da sentimentalismi e continuare gli attacchi nella Striscia. “Ho perso la fiducia che il premier possa e voglia guidare l’Idf alla vittoria“, ha tuonato in concomitanza con le protese, ricordando come nelle ultime settimane il governo abbia duramente lavorato per portare ad una vittoria decisiva su Hamas.
“Per settimane, è sembrato che il primo ministro sostenesse il piano“, ha osservato, criticando poi l’improvviso cambio di umore di Netanyahu. Secondo Smotrich,il premier e il governo avrebbero ceduto alla debolezza, lasciando che i loro sentimenti prendessero il sopravventosulla loro mente. Il ministro ha quindi condannato un piano che non prevede la distruzione di Hamas, ma solamente il rilascio degli ostaggi. Secondo l’esponente di estrema destra, in questo modo non si farebbe altro che lasciare all’organizzazione il tempo di riprendersi e riarmarsi.
“Non è così che si ottiene la vittoria, non è così che si vince la guerra“, ha tuonato spiegando che forse adesso è arrivato il momento dilasciare che sia il popolo di Israele a decidere. Una non tanto velata minaccia di voler provocare la caduta del governo, con l’obiettivo di portare i cittadini alle urne e formare un nuovo esecutivo che prenda il controllo delle operazioni militari.
La coalizione al potere al momento controlla solo 60 seggi sui 120 che compongono la Knesset, il Parlamento di Israele. Il governo ha infatti già perso il sostegno degli United Torah Judaism, partito di riferimento degli ebrei ortodossi, e dell’estrema destra di Mk Avi Maoz.Affinché si torni al voto, però, è necessario che venga approvata una mozione di sfiducia parlamentare contro il governo. Un rischio in un momento critico come quello attuale, che potrebbe lasciare ad Hamas troppi poteri e libertà.
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