L’incidente è avvenuto nella notte sopraBeit El, insediamento di Israele inCisgiordaniasituato a nord di Gerusalemme e a est di Ramallah. Secondo quanto riferito dalTimes of Israel, alcuni residenti hanno segnalato la presenza didiversi velivoli a bassa quota, convinti che si trattasse di droni sospetti.
Temendo un possibile attacco, i coloni hanno allertato l’esercito. Sul posto è stato inviato uncontingente dell’Idfche, dopo aver individuato un obiettivo in volo, ha aperto il fuoco credendo di trovarsi davanti a un drone ostile.
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Il velivolo era un aereo civile
Solo in un secondo momento è emerso che il bersaglio non era un drone ma unaereo civile diretto all’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv. Secondo la ricostruzione, nelle stesse ore la rotta dei voli in arrivo era stata temporaneamente spostata verso est, costringendo gli aerei a sorvolare proprio l’area di Beit El a quota relativamente bassa, circa un chilometro e mezzo di altitudine.
Il cambio di rotta sarebbe stato comunicato ai militari poco prima dell’episodio enon è escluso che le squadre operative sul terreno non fossero state aggiornate in tempo. Per fortuna i colpi sparati non hanno colpito il velivolo e non si registrano feriti né danni.
L’ipotesi del drone della polizia
L’Idf sta verificando anche una seconda possibilità: nella zona potrebbe aver effettivamente sorvolatoun drone ma appartenente alla polizia israelianae quindi non pericoloso. Secondo questa ipotesi, sarebbe stato proprio quel velivolo a provocare le segnalazioni iniziali dei residenti e a innescare la reazione dei militari.
L’esercito israeliano ha confermato l’apertura di un’indagine internaper chiarire la dinamica dell’accaduto e accertare eventuali responsabilità.
Cresce la tensione sulla sicurezza aerea in Israele
L’episodio ha creato forte preoccupazione tra i responsabili della sicurezza aeroportuale israeliana, soprattutto in una fase già estremamente delicata per il traffico aereo nella regione. Proprio nelle stesse ore, diverse compagnie aeree internazionali avrebbero chiesto lospostamento dei velivoli militari statunitensi presenti nell’area, ritenuti potenziali obiettivi sensibili, come condizione per tornare a operare regolarmente su Tel Aviv.
Washington avrebbe già dato disponibilità a trasferire gliasset militarinel caso in cui venga confermato unaccordo con l’Iran.
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