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Israele, Hamas riconsegna i resti di un nuovo ostaggio: sono di un cittadino israelo-argentino

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Proseguono le operazioni di scambio degli ostaggi traIsraelee il gruppo terroristico diHamasaGaza. Secondo quanto si apprende, i resti consegnati nella notte dalle milizie islamiche appartengono all’ostaggio israeliano di origini argentine, Lio Rudaeff. Si tratta del vice coordinatore della sicurezza del kibbutz Nir Oz e membro della squadra di protezione civile. Il 61enne sarebbe stato ucciso nel mezzo di uno scontro con i terroristi della Jihad Islamica Palestinese, la mattina del 7 ottobre 2023.

Restano ora i corpi di 5 ostaggi ancora non riconsegnati da Hamas. L’ufficio del primo ministro ha ribadito che Israele è “determinata, impegnata e sta lavorando instancabilmente” per riportare ogni singolo ostaggio a casa affinché possano essere sepolti. Inoltre, è stato sottolineato cheHamasè tenuta a rispettare i suoi impegni con i mediatori e a restituirli come parte dell’attuazione dell’accordo. Mancano ancora all’appello Meny Godard, il tenente Hadar Goldin, il sergente maggiore Ran Gvili, Dror Or e  il thailandese Sudthisak Rinthalak.

Intanto, fonti mediche diGazahanno annunciato di averricevuto i corpi di 15 cittadini palestinesi. Una consegna che rientra tra le prerogative dell’accordo di cessate il fuoco, secondo cui per ogni ostaggio riconsegnato da Hamas vi sarebbe stata una riconsegna anche da parte di Israele.

Israele: le voci sulle condizioni disumane dei detenuti palestinesi”

Proprio sulle condizioni di vita degli ostaggi palestinesi, ilGuardianavrebbe pubblicato un’inchiesta piuttosto particolare.Sembrerebbe che Israele tenga decine di palestinesi isolati in una prigione sotterraneain cui non vedrebbero mai la luce del giorno, in cui sono privati di cibo adeguato e non possono ricevere notizie delle loro famiglie o del mondo esterno.

Inoltre, secondo la testata inglese, vi sarebbero almeno2 civili trattenuti senza accusa o processo. Si tratta di un infermiere e di un venditore di generi alimentari, che si troverebbero nel complesso sotterraneo di Rakefet da gennaio, dove avrebbero subito percosse e violenze regolari. Il Servizio Penitenziario Israeliano (IPS) non ha risposto alle domande sullo status e l’identità degli altri prigionieri detenuti a Rakefet.

Israele relegata in una posizione di secondo piano per la difesa del cessate il fuoco

Una seconda indiscrezione è stata invece riferita dalTimes of Israel. Sembrerebbe chelo Stato ebraico sia stato relegato in un ruolo secondario all’interno del Centro di Coordinamento Civile-Militare di Kiryat Gat, ovvero dove viene monitorato il cessate il fuoco in corso.

Sarebbero gli Usa, invece, ad avere un ruolo centrale e decisionale anche su questioni come l’ingresso e la distribuzione degli aiuti umanitari nella Striscia. Secondo la fonte citata dal quotidiano,Israele sarebbe ancora parte del dialogo, ma le decisioni sarebbero prese da un organismo più ampio e completo.

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