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Israele-Libano, firmato accordo trilaterale in 14 punti con gli Usa: fine conflitto, sovranità e sicurezza

Israele e Libano firmano un accordo in 14 punti con la mediazione degli Stati Uniti. L'obiettivo è quello di porre fine al conflitto e "raggiungere una pace e una sicurezza durature"

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Mentre si apre uno spiraglio di speranza con il raggiungimento di unaccordo tra Israele e Libano, adHormuz risale la tensioneper la violazione del cessate il fuoco da parte dell’Iran con i suoi attacchi contro le navi nello Stretto.

E così, come un fulmine a ciel sereno, Libano, Israele e Stati Uniti hanno annunciato di aver firmato un accordo quadro a Washington al termine di un quinto round di negoziati diretti. “E’ solo l’inizio dell’inizio“, ha detto il Segretario di Stato americanoMarco Rubiodurante la cerimonia della firma. “C’è ancora molto lavoro da fare. Oggi è il primo passo. Il primo passo a volte è il più difficile“, ha aggiunto il capo della diplomazia Usa

Quanto all’attacco nello strategico tratto di mare, è una situazione dai confini labili di attendibilità della notizia, considerando che a scriverlo è direttamente il presidente a stelle e strisceDonald Trumpche via Truth ha accusato Teheran di aver “lanciato almeno quattro droni d’attacco unidirezionali contro navi in transito nello Stretto di Hormuz“.

Intanto, i Guardiani della Rivoluzione islamica hannosmentitole affermazioni di alcuni funzionari statunitensi secondo cui sarebbe stato istituito uncanale diretto tra Teheran e Washington sul tema dello Stretto di Hormuz. “Si tratta di una menzogna completa e lo smentiamo con forza. Non è mai accaduto e non accadrà– ha dichirato il portavoceHossein Mohebbi –lo Stetto di Hormuz è territorio iraniano e non ha nulla a che fare con gli Stati Uniti“. Insomma, la guerra in Iran scoppiata lo scorso 28 febbraio per mano di Usa e Israele, procede tra passi in vanti sostanziosi ma altrettanti indietro che rendono equilibri economici e sociali internazionali sempre più incerti.

Cosa prevede l’accordo tra Israele e Libano

L’accordo quadro tra Israele e Libano mediato dall’amministrazione Trump è ”un accordo trilaterale” in 14 punti raggiunto tra il governo diIsraelee il governo delLibano, con il pieno sostegno degliStati Unitisotto la presidenza diDonald Trump. Nel testo, firmato a Washington, si afferma che ”l’obiettivo comune” è quello di ”raggiungere una pace e una sicurezza durature”.

I due paesi dichiarano la loro ambizione diporre fine al conflitto tra di loro, garantire lasovranitàe lasicurezzadi entrambi i paesi e stabilirerelazioni pacifiche di buon vicinato. Attraverso i 14 punti dell’accordo, firmato in tre copie e scritto in inglese, appare chiaro che l’accordo si basi su due principi centrali: il desiderio reciproco di vivere in sicurezza e il ritorno della piena sovranità delloStato libanesesu tutto il territorio nazionale.

Il percorso prevede ilprogressivo rafforzamento delle Forze armate libanesi (Laf), il disarmo verificato dei gruppi armati non statali, in particolareHezbollah, e il conseguente ritiro graduale delle Forze di difesa israeliane (Idf) dal territorio libanese.

Il processo sarà accompagnato da un allegato sullasicurezza, sostenuto da Washington, che definiràtempi, modalità operative e meccanismi di verifica.Le autorità libanesi dovranno assumere il controllo effettivo delle aree oggi interessate dalla presenza di gruppi armati, attraverso zone pilota concordate con Israele. Una volta completato il disarmo e garantito il controllo statale, potranno partire iprogrammi di ricostruzione internazionale e il rientro sicuro dei civili nelle aree interessate.

Beirut rivendica il monopolio della forza

Il governo libanese si impegna a ricostruire ilmonopolio statale sull’uso della forza, assicurando che nessuna organizzazione armata possa mantenere capacità militari o un ruolo nella sicurezza nazionale. Beirut ha chiesto il sostegno degli Stati Uniti e dei partner internazionali, anche arabi, per raggiungere questo obiettivo.

L’accordo ribadisce inoltre chesolo lo Stato libanese può decidere in materia di guerra e pace, respingendo qualsiasi iniziativa militare autonoma da parte di attori statali o non statali.

Israele: nessuna ambizione territoriale in Libano

Israele sostiene che le proprie operazioni militari in Libano siano state unarispostaalle minacce provenienti dai gruppi armati, soprattuttoHezbollah. Secondo il testo dell’intesa, la fine della minaccia attraverso il disarmo e lo smantellamento delle infrastrutture militari eliminerà lanecessità di ulteriori operazioni o della presenza israeliana in Libano.

Il governo israeliano ribadisce inoltre dinon avere ambizioni territoriali sul Paese.

Sicurezza, ricostruzione e controllo degli aiuti

L’intesa prevede la creazione di ungruppo di coordinamento militarecon la partecipazione degli Stati Uniti per monitorare l’attuazione degli impegni. Israele e Libano riconoscono come obiettivo comune unPaese stabile, ricostruito e libero dalla presenza di gruppi armati capaci di minacciare la sicurezza regionale.

Gli Stati Uniti si impegnano a mobilitareaiuti internazionaliper la ricostruzione del Libano, il rilancio economico e il ripristino delle infrastrutture ma con vincoli precisi: i fondi non dovranno essere destinati a Hezbollah o ad altre organizzazioni armate collegate.

Verso un accordo di pace definitivo

Dopo la firma dell’accordo quadro, i due Paesi dovranno crearegruppi di lavoroper arrivare a un’intesa più ampia sulla sicurezza e sulla pace. L’obiettivo dichiarato è costruirerelazioni stabilitra Israele e Libano dopo decenni di conflitto, con il sostegno e la mediazione degli Stati Uniti.

Nel testo viene riconosciuto il ruolo di Washington nel processo diplomatico e viene espressoapprezzamento per l’impegnodell’amministrazione americana nel favorire un nuovo equilibrio regionale.

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