Mentre lo Stretto di Hormuz torna sotto “stretto controllo” dell’Iran in risposta alla prosecuzione del blocco statunitense sui suoi porti, negliUsa continuano i commenti sull’operato di Papa Leone XIV. “Sono grato a Papa Leone per aver detto questo. Mentre la narrativa dei media alimenta costantemente i conflitti–e sì, disaccordi reali ci sono stati e ci saranno – la realtà è spesso molto più complicata“, commentaJD Vance, vicepresidente degli Stati Uniti, riferendosi alle parole con cui il Pontefice ha spiegato che i suoi discorsi non sono da interpretare “come se cercassi di dibattere nuovamente con il presidente Trump, cosa che non è nel mio interesse“.
Ebbene, il numero due della Casa Bianca cerca di sanare almeno in superficie le crepe create dal presidente a stelle strisce con il Vaticano, e aggiunge che dal momento che il Papa “predica il Vangelo, come deve“, questo “inevitabilmente significa che offre le sue opinioni su questioni morali del momento“. E in questo senso, a detta di Vance, il presidente Trump e la sua intera amministrazione, “lavorano per applicare questi principi morali in un mondo caotico“, e che “lui sarà nelle nostre preghiere e spero che noi saremo nelle sue“.
Leggi Anche
Intanto, quindi, atre giorni dalla scadenza del cessate il fuoco tra Teheran e Washington, l’Iran torna a serrare lo Stretto mentre un accordo di pace appare sempre più lontano. Dopo aver annunciato lo scorso venerdì una riapertura della cruciale rotta marittima, attraverso cui transita normalmente circa un quinto del commercio mondiale di petrolio e gas, la Repubblica islamica fa marcia indietro, ripristinando le restrizioni e alzando lo scontro.
Una nuova escalation che arriva dopo oltre un mese di guerra che ha provocato migliaia di morti, in Iran e in Libano, e ha avuto pesanti ripercussioni sull’economia globale.Solo due giorni fa l’annuncio della riapertura dello Stretto aveva dato impulso ai mercati finanziarie determinato un netto calo dei prezzi del petrolio, ma il nuovo irrigidimento rischia ora di generare nuove turbolenze alla riapertura dei mercati.
E nonostante sul piano diplomatico prosegue un intenso sforzo per riportare Iran e Stati Uniti al tavolo dei negoziati, le posizioni tra le parti restano distanti. Da un lato,Donald Trump sostiene che Teheran avrebbe accettato di consegnare il proprio uranio arricchito, punto centrale della disputa, ma la Repubblica islamica ha smentito. Dall’altro, il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, che ha partecipato ai colloqui con la delegazione americana guidata dal vicepresidente JD Vance, ammette alcuni progressi ma sottolineando che “permangono molte divergenze” e che “diversi punti fondamentali restano in sospeso“, ribadendo inoltre la totale mancanza di fiducia nei confronti degli Stati Uniti e invitando Washington
ad abbandonare un approccio unilaterale.
© Riproduzione riservata












