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Iran, Pasdaran minacciano nuove ritorsioni: “Il nemico è ingannevole, la risposata sarà più dura”

Teheran alza il tono dopo le tensioni nello Stretto di Hormuz. Il ministro degli Esteri Araghchi invita a non interferire nella gestione del tratto e chiede agli Stati Uniti di fermare gli attacchi israeliani in Libano

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L’escalation militare tra Stati Uniti e Iran sembrerebbe aprire un nuovo e pericoloso capitolo della guerra in Medio Oriente. Nelle prime ore di oggi Teheran ha lanciato un’offensiva contro forze militari statunitensi presenti in Bahrein e Kuwait, in risposta ai raid effettuati nella notte dalle forze armate americane contro 10 obiettivi iraniani situati all’interno e nelle vicinanze dello Stretto di Hormuz. Washington ha giustificato l’operazione sostenendo di aver reagito ai recenti attacchi iraniani contro il traffico marittimo nell’area, considerata strategica per il commercio mondiale.

Il portavoce delle Guardie della Rivoluzione iraniane,Hossein Mohebi, ha accusato il “nemico”, riferendosi agli Stati Uniti, di essere “ingannevole e inaffidabile”, sostenendo che potrebbe agire “in qualsiasi momento, persino durante i negoziati”.

Gli attacchirivendicati dai Pasdaran e l’appello di Araghchi 

Infatti, secondo quanto riportato dall’agenzia ufficialeIrna, Mohebi ha ribadito che qualsiasi violazione del cessate il fuoco riceverà una risposta immediata e ancora più severa rispetto al passato. “La risposta dell’Iran a qualsiasi azione del nemico sarà decisa e ogni volta che il nemico violerà il cessate il fuoco, riceverà una risposta più dura rispetto alla precedente”, ha dichiarato il portavoce.

Contemporaneamente, alle dichiarazioni dei Pasdaran, il ministro degli Esteri iranianoAbbas Araghchiè intervenuto durante una conferenza stampa a Baghdad, soffermandosi sulla delicata situazione nello Stretto di Hormuz. Il ministro ha sottolineato come gli incidenti verificatisi nelle ultime due notti abbiano contribuito ad alimentare l’escalation delle tensioni nella regione, invitando tutti gli attori coinvolti a evitare qualsiasi interferenza nella gestione del tratto marittimo. Inoltre, ha esortato le parti interessate a rispettare il Memorandum d’intesa, chiedendo che il documento venga applicato come concordato. 

Le accuse agli Stati Uniti e la pressione di Trump sull’Iran

Nel corso dello stesso incontro con il ministro degli Esteri iracheno Fuad Hussein, Araghchi ha accusatoIsraeledi proseguire gli attacchi aerei sul territoriolibanesenonostante gli accordi raggiunti e ha chiamato direttamente in causa Washington. Secondo il ministro, gli Stati Uniti avrebbero la responsabilità digarantire il rispetto del cessate il fuocoprevisto dal Memorandum d’intesa, oltre a favorire la cessazione delle operazioni militari israeliane e il ritiro dai territori occupati. 

Dal fronte americano, il presidente Donald Trump ha confermato l’operazione militare ordinata contro depositi di missili e droni, radar costieri e altre infrastrutture militari iraniane. In un messaggio pubblicato sulla piattaforma Truth, il presidente ha sostenuto che i raid sono stati una risposta alla violazione del cessate il fuoco da parte dell’Iran.

Trump ha affermato che, se gli attacchi iraniani dovessero proseguire, gli Stati Uniti potrebbero essere costretti a “concludere il lavoro iniziato”, aggiungendo che in tale scenario “la Repubblica Islamica dell’Iran potrebbe non esistere più”. Intanto, la crescente tensione nello Stretto di Hormuz continua a preoccupare la comunità internazionale, sia per il rischio di un conflitto sia per le possibili ripercussioni sui mercati energetici mondiali.

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