Fonti diplomatiche e media internazionali parlano di unatregua di 15 giorni estesa a Israele e Libano. La tregua promossa dal Pakistan prevede che i mediatori inizino gli incontri ad Islamabad a partite dal prossimo 10 aprile.
Con l’accordo, che riguarda il conflitto allargato, si è definitivamente messo un primo punto sul conflitto regionale, checoinvolge Israele e Libano, con l’obiettivo di fermare una escalation che stava gettando il mondo nel baratro di una guerra nucleare.
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Il passaggio dalla guerra guerreggiata alla diplomazia avrà comeprimo effetto la riapertura dello stretto di Hormuz, dove passa circa il 20% del petrolio mondiale. Ciò consentirà una discesa immediata del costo del barile, che si rifletterà sull’intera economia mondiale.
I negoziati partiranno da posizioni così delineate: gliUsa tratteranno coordinandosi con Israelee facendo sentire una forte pressione militare; l’Iran, che ha influenza su Libano degli Hezbollah, con quel tanto di diffidenza che presuppone una tregua più lunga e permanente.
In questi casi i rischi maggiori che potrebbero minare un accordo di più ampio respiro sono da individuarsi nelle violazioni della tregua e nelleazioni di milizie fuori controllo che potrebbero portare ad un effetto domino con conseguenze catastrofiche.
L’attuale situazione porta ad immaginare almenotre scenari possibili: un primo scenario segnato da una de-escalation favorita dagli incontri diplomatici di Islamabad a partire dal 10 aprile; un secondo che porterebbe ad una tregua fragile accompagnata e segnata da vari limitati nuovi scontri; ed infine, un terzo scenario che sarebbe segnato da una escalation regionale con il coinvolgimento diretto di Israele e Libano e con una crisi energetica che coinvolgerebbe l’intero pianeta con risvolti tutti da definire.
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