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Iran-Usa, Trump blocca i raid per riprendere i negoziati ma Teheran smentisce: ‘Nessun colloquio in corso’

Il presidente americano Donald Trump annuncia la ripresa dei colloqui con Iran e sostiene di aver fermato un'operazione militare su richiesta degli alleati del Golfo. Al centro delle trattative lo Stretto di Hormuz e il programma nucleare iraniano

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Versioni contrastanti sui colloqui traStati Uniti e Iran. Ad annunciare la ripresa è stato il presidente americanoDonald Trump, spiegando che i negoziati ripartiranno già da oggi pomeriggio. Parlando con i giornalisti a bordo dell’Air Force One durante il viaggio verso la base di Andrews, vicino a Washington, Trump ha dichiarato di aver deciso diannullare un imminente attacco militareper lasciare spazio alla diplomazia.

Secondo il presidente,Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Qataravrebbero chiesto agli Stati Uniti di fermare l’operazione, convinti che sia ancora possibile raggiungere un’intesa con Teheran. “Voglio salvare molte vite. Preferiamo un accordo a un attacco“, ha affermato.

Tuttavia il ministro degli Esteri iraniano,Abbas Araghchi, ha presto smentito quanto affermato da Trump: “Al momento non sono in corso negoziati con gli Stati Uniti“, ha detto.

Al centro dei colloqui Hormuz e nucleare

Trump aveva spiegato che i negoziati riguardano soprattutto due dossier: la riapertura delloStretto di Hormuz, fondamentale per il commercio mondiale di petrolio, e ilfuturo programma nucleare iraniano.

Il presidente americano aveva poi aggiunto che anche l’Iran avrebbe chiesto di evitare l’attacco, da lui definito “il più grande dalla Seconda guerra mondiale“.

L’accordo di giugno e le nuove tensioni

Washington e Teheran avevano firmato il17 giugnoun accordo quadro che aveva consentito la riapertura dello Stretto di Hormuz e l’avvio di un periodo di due mesi di negoziati per raggiungere un’intesa definitiva sul nucleare.

Da allora, però, le tensioni sono tornate a crescere. L’Iran ha annunciatonuovamente il blocco dello stretto,mentre gli attacchi nella regione si sonointensificati, coinvolgendo anche obiettivi statunitensi in Giordania e Iraq. Nei giorni scorsi Trump aveva già annunciato di averrinviato un’operazione militaredopo aver individuato le basi per un possibile accordo.

Teheran: “Va rispettato quanto firmato

Da Teheran comunque sono stati diversi i segnali di apertura. Il parlamentare iranianoHassan Qashqaviha confermato che i mediatori stanno lavorando per rilanciare il memorandum d’intesa siglato a giugno, definendolo il punto di partenza per un accordo più ampio.

Il presidente iranianoMasoud Pezeshkianha invece ribadito la necessità di far rispettare gli impegni già sottoscritti: “Dobbiamo impegnarci percostringere il nemico a rispettare quanto firmato“.

Verso una nuova rotta nello Stretto di Hormuz

Resta aperta la questione delloStretto di Hormuz, attraverso cui in tempi di pace transita circa un quinto del commercio mondiale di idrocarburi. L’Iran continua a rivendicare il controllo del passaggio marittimoe chiede che le navi seguano rotte vicine alle proprie coste, posizione respinta dagli Stati Uniti.

Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano,Esmaeil Baqaei, ha però annunciato che è in fase di definizione un’intesa con l’Oman per una nuova rotta marittima, definita“accettabile per entrambe le parti“, pur precisando che ciò non equivale alla riapertura completa dello stretto.

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