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Trump avverte l’Iran: “Hormuz si riaprirà molto presto, altrimenti colpiremo durissimo”

Il presidente americano rilancia la linea con fermezza mentre prende forma un possibile accordo provvisorio mediato dall’Oman per garantire la riapertura dello Stretto di Hormuz e rilanciare il dialogo sul nucleare

4 Min di lettura

Le tensioni tra Stati Uniti e Iran restano alte, ma sullo sfondo emergerebbe anche uno spiraglio diplomatico. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha lanciato un nuovo e duro monito a Teheran sul futuro dello Stretto di Hormuz, uno dei passaggi marittimi più strategici al mondo per il commercio internazionale di petrolio e gas. Infatti, in un’intervista rilasciata a Fox News, il capo della Casa Bianca ha dichiarato che il corridoio marittimo “si aprirà molto presto oppure subiranno un colpo durissimo, e allora lo Stretto si aprirà”, lasciando intendere che Washington è pronta a ricorrere nuovamente alla forza qualora i negoziati dovessero fallire.

Inoltre, Trump ha rivendicato il proprio approccio nei confronti dell’Iran, sostenendo di aver evitato un conflitto di proporzioni senza precedenti. “Eravamo ormai prossimi a un attacco enorme, il più grande dalla Seconda guerra mondialePoi mi hanno chiamato e hanno detto, molto cortesemente: Possiamo parlarne?”. E io ho risposto: “Sì, possiamo parlarne. Chiudiamo la questione”, ha raccontato il presidente. Secondo Trump, la crisi rappresenta il risultato di 50 anni di mancata risoluzione da parte delle precedenti amministrazioni americane, ribadendo che impedire all’Iran di dotarsi di un’arma nucleare resta una priorità assoluta per la sicurezza internazionale.

Verso un’intesa sullo Stretto di Hormuz

Emergono anche indiscrezioni che sembrano confermare un’intensa attività diplomatica. Secondo quanto riferito da Axios, citando fonti regionali e un funzionario statunitense, Stati Uniti, Iran e Oman sarebbero ormai vicini a un accordo provvisorio per la riapertura dello Stretto di Hormuz. L’annuncio dell’intesa potrebbe arrivare già nelle prossime ore, al termine di settimane di negoziati riservati.

L’obiettivo dell’accordo sarebbe duplice, ripristinare il cessate il fuoco tra Washington e Teheran e creare le condizioni per la ripresa dei colloqui sul programma nucleare iraniano. La mediazione dell’Oman, da tempo interlocutore privilegiato tra le parti, avrebbe consentito di avvicinare posizioni rimaste distanti dopo le recenti escalation militari. Secondo le stesse fonti, Trump avrebbe scelto nei giorni scorsi dirinviare una vasta campagna di bombardamentiproprio per concedere ulteriore spazio alla diplomazia, pur mantenendo la minaccia di un intervento armato nel caso in cui i colloqui dovessero arenarsi.

Le condizioni dell’accordo tra Stati Uniti e Iran 

La bozza d’intesa delineata da Axios prevede un accordo temporaneo della durata iniziale di 60 giorni tra Iran e Oman, con possibilità di proroga. Durante questo periodo il traffico navale diretto verso il Golfo Persico transiterebbe attraverso una corsia settentrionale situata nelle acque territoriali iraniane, mentre le navi in uscita verso il Mar Arabico utilizzerebbero una corsia meridionale nelle acque dell’Oman, in coordinamento con Teheran. L’intesa non prevedrebbe l’applicazione di pedaggi o tariffe e rappresenterebbe un compromesso volto a garantire la sicurezza della navigazione senza interrompere i flussi commerciali.

Inoltre, il piano includerebbe la bonifica della corsia centrale dello Stretto dalle mine navali entro 30 giorni. Una volta completata l’operazione, quel corridoio potrebbe diventare il principale canale di transito in entrambe le direzioni, sulla base di un futuro accordo permanente ancora da negoziare tra Oman e Iran. 

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