L’Iranha avviato a Lucerna, in Svizzera, i colloqui conStati Uniti e Qatarper discutere alcuni dei nodi rimasti aperti dopo ilmemorandum d’intesasiglato nei giorni scorsi tra Teheran e Washington. Al centro del confronto ci sono il cessate il fuoco in Libano e la questione dei fondi iraniani congelati.
A rendere noto l’avvio degli incontri è stata la televisione di Stato iraniana, secondo cui un vertice tripartito tra Iran, Stati Uniti e Qatar è in corso nella sede scelta per i negoziati, unhotel di lusso nella Svizzera centrale. Il confronto arriva dopo l’accordo preliminare raggiunto tra le parti e punta ad affrontare gli aspetti più delicati della fase successiva.
Leggi Anche
Colloqui Iran-Usa: i nodi centrali
Tra i temi principali c’è la situazione inLibano, dove Teheran chiede garanzie sul rispetto del cessate il fuoco e sulla fine delle operazioni militari nel sud del Paese. Parallelamente si discute dellosblocco dei beni iraniani congelati,uno dei punti più sensibili nei rapporti tra Washington e Teheran.
Resta però aperto il nodo delloStretto di Hormuz. Secondo quanto riferito dall’agenzia iranianaTasnim, la via marittima non verrà riaperta finché non saranno rispettati gli impegni sul cessate il fuoco in Libano e non saranno garantite alcune condizioni economiche, tra cui le deroghe necessarie alla vendita del petrolio iraniano.
Presenze e mediazioni
Ai colloqui tecnici parteciperà ancheRafael Grossi,direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica(Aiea). La sua presenza è legata agliaspetti tecnicidel dossier nucleare e al possibile monitoraggio degliimpegni previsti dall’intesa. A margine degli incontri in Svizzera, Grossi ha già avuto un colloquio con il ministro degli Esteri svizzeroIgnazio Cassis.
IlQatar, che insieme alPakistansvolge un ruolo di mediazione, ha confermato l’inizio dei colloqui auspicando che possano portare a unaccordo “globale e permanente”capace di affrontare tutti gli aspetti ancora irrisolti. L’obiettivo dichiarato resta quello di trasformare il memorandum in un’intesa più ampia e stabile, anche se restano numerose questioni diplomatiche e operative da definire.
© Riproduzione riservata













