La fragiletregua traStati Unitie Iran, firmata tre settimane fa, è ormai giunta al capolinea. Nella notte Washington ha lanciatonuovi raid contro con la Repubblica Islamica, affermando di aver agito in risposta agli attacchi iraniani di ieri contro tre navi mercantili che stavano transitando nelloStretto di Hormuz. A loro volta, le forze di Teheran non sono state a guardare e hanno colpito decine di installazioni militari statunitensi inKuwait e Bahrein.
Iran, gli Usa prendono di mira sistemi di difesa e porti
Secondo quanto dichiarato da un funzionario del Comando Centrale degli Stati Uniti, l’offensiva a stelle e strisce ha preso di mira isistema di difesa aerea iraniani, le infrastrutture portuali, i sistemi di sorveglianza costiera, oltre che le postazioni di lancio per missili da crociera antinave e droni. Prima di sferrare i nuovi raid Washington ha inoltrerevocato una deroga temporanea alle sanzioni per il petrolio iraniano: il Dipartimento del Tesoro ha infatti annullato la licenza che consentiva a Teheran di produrre, vendere e consegnare greggio e prodotti correlati fino al 21 agosto.
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Riferendosi agli attacchi statunitensi, i media del regime degli ayatollah hanno riportato che sei missili hanno colpito l’area del molo di Taheroui a Sirik, nel sud del Paese, dovenon sono state registrare vittime civili, ma diverse persone sono rimaste ferite dalle schegge. Altri attacchi sono stati segnalati a Bandar Abbas, sulla costa meridionale, dove diverse imbarcazioni da pesca sono state incendiate.
Iran, il ministero degli Esteri accusa gli Usa di aver violato il Memorandum d’intesa
La risposta di Teheran non si è ovviamente fatta attendere, con le forze armate della Repubblica Islamica che hanno preso di mira decine di installazioni militari statunitensi in Bahrein e Kuwait. “In una prima risposta all’aggressione, la Marina e le Forze aeree del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche hanno condotto un’operazione congiunta con missili e droni, colpendo85 installazioni militari statunitensi chiave abbattendo anche un drone MQ-9“, hanno reso noto i Pasdaran in un comunicato.
Da parte sua, il ministro degli Esteri di TeheranAbbas Araghchiha accusato gli Stati Uniti di“azioni sleali” e “gravi violazioni” del Memorandum d’intesa, assicurando che l’Iran non si piegherà al bullismo di Washington e non è intenzionato ad arrendersi. Gli ha fatto eco il viceministro del medesimo dicastero, Kazem Gharibabadi, il quale ha affermato che il governo del Paese “adotteràmisure decisiveper proteggere i propri interessi e la sicurezza nazionale“.
Iran, Rutte: “Nuovi raid Usa assolutamente necessari”
A rafforzare l’atteggiamento combattivo di Teheran è intervenuto anche il Comando Centrale delle Forze armate della Repubblica Islamica, il quale ha dichiarato in un comunicato che “l’Irannon permetterà alcuna interferenza nella gestione e negli affari relativi allo Stretto di Hormuz, in nessuna circostanza“. Volendo mostrare al nemico unione e solidarietà nazionale, la nota ha riportato il fatto che le cerimonie funebri del defunto leader Ali Khamenei, ancora in corso, e la partecipazione massiccia del popolo “hanno rappresentatoun’umiliante sconfitta per l’arroganza globale dei criminali Stati Uniti“.
Sulla vicenda è intervenuto anche il segretario generale della NATOMark Rutteil quale, parlando con i giornalisti prima del vertice dell’Alleanza in corso ad Ankara, in Turchia, ha dichiarato che i nuovi attacchi di Washington contro l’Iran sono stati“assolutamente necessari“. Questo perché “quando c’è un cessate il fuoco e una parte lo viola, èfondamentale reagire con forza“.
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